Venerdì 12 Settembre 2014

«Salviamo il Madison di San Vittore»

In campo Ossola, le leggende e tutti noi

Aldo Ossola, il Von Karajan della pallacanestro italiana, ha imparato a muovere la bacchetta da direttore d’orchestre cestistiche proprio qui. Dodo Rusconi vi ha messo le basi sia del giocatore spensierato, sia dell’allenatore “sergente”. In questo rettangolo delimitato da linee gialle, Dino Meneghin ha appreso i rudimenti dell’essere pivot e costruito le fondamenta della sua immanente presenza nel mondo del basket, sgorgata in trent’anni di parquet calpestati. Si potrebbe anche andare ad oltranza: in codesto luogo era tutta la Robur et Fides ad avere il proprio nido. È il campo dell’Oratorio di San Vittore, cuore di Varese, epicentro della storia nostrana fatta di spicchi arancioni, culla di grandi campioni. E sta finalmente rinascendo.

Calcio senza porte: “gol” sul palo

Dopo mezzo secolo di onorato servizio, il suo fondo era diventato non solo dissestato ma addirittura pericoloso: quei mattoncini di asfalto pre-compresso - che ora non si fanno più - avevano bisogno di un restyling in piena regola. Il compito è stato intrapreso dai ragazzi della parrocchia, con tante ore di lavoro volontario e mani piene di amore verso quello che è anche più di un semplice campo da pallacanestro.

Tra le mura di via san Francesco d’Assisi 15 è nato - e si gioca abitualmente - pure un torneo di paletto, il calcio senza porte ma con i pali: in partite avvincenti per tecnica e simili nelle dinamiche a quelle del calcio a 5, il “gol” consiste nel colpire il palo che fa da sostegno ai canestri.

Basket e calcio insieme, lavoro volontario e passione, spese ingenti da sostenere per il rifacimento: come fare? «Nonostante l’abnegazione dei giovani, i costi sono alti - spiega il nostro Marco Dal Fior, giornalista, membro del consiglio dell’Oratorio San Vittore e anch’egli assiduo frequentatore giovanile di questo Madison in salsa varesina - Andare ad incidere pesantemente sulle opere di carità della Comunità Pastorale non ci sembrava giusto: volevamo trovare un’altra soluzione».

Che è arrivata con quell’ingegno aguzzato dalle necessità: il ricavato del torneo di paletto 2014 - partito ieri e protagonista dei prossimi due weekend - verrà devoluto a tale scopo. Ma non solo: domani sera alle 21 è stata organizzata una partita di basket alla quale prenderanno parte alcuni dei più bei nomi della palla a spicchi bosina (annunciati Aldo Ossola, Dodo Rusconi, i fratelli Gergati, i Rodà e Armando Crugnola solo per citare qualcuno), cui farà seguito un’asta nella quale verranno battuti alcuni cimeli della Robur et Fides e della Ignis. Ci sono 20.000 euro da raccogliere in totale.

«Ghiaccio o neve, e noi lì»

Ad oggi è stata sistemata solo la superficie d’asfalto e manca ancora la nuova copertura fatta con una resina sintetica, in cantiere il mese prossimo. La corsa al finanziamento è appena iniziata e necessità dell’appoggio di tutti.

Se i ricordi sono preziosi perché ponti sopra l’oblio, al campo di san Vittore ce ne sono molti da salvare. Ascoltarli da Dal Fior è uno spasso: «Si giocava sempre, anche quando nevicava. Ho in mente una volta in cui, dopo aver accuratamente spalato la neve caduta, iniziammo la partita nonostante fosse rimasto uno strato di ghiaccio abbastanza spesso: un certo Colloca partì in terzo tempo e fece un volo incredibile, finendo dritto disteso e picchiando la testa. Come ci siamo spaventati quella volta mai più». E ancora: «Rusconi e Tessarolo si allenavano nei passaggi mentre noi ragazzini assistevamo: tiravano delle “sassate” tali che quando ti prendevano rimanevi stecchito».

«Pozzecco alla Nikolic»

Scalda il cuore anche vedere lo stesso Ossola passeggiare nostalgico all’ombra dei canestri in cui tutto per lui è iniziato, mentre si prende cura dell’organizzazione degli eventi in programma continuando ad amare questo manto, trampolino verso una vita di successo.

Nel presenziare alla conferenza stampa di ieri, i suoi occhi erano catturati dal passato. Il tentativo di riportarlo al presente va a segno perché l’amore per il basket (e la competenza impareggiabile) resistono al trascorrere degli anni: Aldo, cosa pensa della squadra del Poz? «Che sia ben assortita e possa contare su un elemento fondamentale: l’entusiasmo portato dal nuovo allenatore. Ho molta stima di Gianmarco: è vulcanico, positivo, potenzialmente un grande coach». E la conversione sulla via della difesa? «Il Poz ha capito che le partite si vincono subendo un canestro meno degli altri. È il grande insegnamento di Aza Nikolic». Appunto: presente e passato. Entrambi luccicanti.

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