«Cosa ne è stato del sottopasso di Sant’Anna? E quei soldi?»
Giuseppe Papatola

«Cosa ne è stato del sottopasso di Sant’Anna? E quei soldi?»

Giuseppe Papatola, rappresentante del comitato di quartiere di Busto Arsizio, sugli scudi

BUSTO ARSIZIO - «Che fine ha fatto il sottopasso di Sant’Anna? Dopo tanti proclami a vuoto, il sindaco ci dica che fine hanno fatto quei soldi». È lo sfogo di Giuseppe Papatola, uno dei rappresentanti storici del comitato spontaneo di quartiere di Sant’Anna, che martedì sera si è presentato in consiglio comunale con un suo personale “dossier” sulle promesse e gli annunci che la politica bustocca fa da anni a proposito dell’attesa opera di collegamento tra il quartiere più a nord della città e la statale del Sempione.

Dal 2014 in poi, si susseguono gli annunci sui giornali («il sottopasso si farà»), ma Papatola & C. non si fidano più: «Tanti proclami, tante belle dichiarazioni d’intenti, ma in concreto siamo ancora al punto di partenza - sostiene Giuseppe Papatola, che in passato aveva manifestato con i cartelli in consiglio comunale proprio per protestare contro i ritardi dell’opera - pretendiamo delle risposte, il sindaco ci deve dire se i soldi ci sono oppure dove sono finiti, e perché il sottopasso è ancora fermo al palo».

Al suo fianco, anche il portavoce del comitato spontaneo Franco Cascio, che sostiene la battaglia per il sottopasso e chiede «chiarezza e certezze» all’amministrazione sull’opera che Sant’Anna invoca da tempo per uscire dall’isolamento causato dalla vicinanza con la linea ferroviaria del Sempione. «Ma i soldi ci sono, da Roma ce lo hanno confermato - assicura il sindaco Emanuele Antonelli - stiamo valutando con i tecnici quale possa essere la soluzione migliore da mettere in campo per concretizzare finalmente il progetto del sottopasso. Una volta che avremo le idee chiare, come già per Madonna Regina con la riqualificazione di via Lonate, sottoporremo il progetto al quartiere per valutarlo».

Infatti, dopo il “caso” di via Lonate, con lo slittamento dei lavori a gennaio proprio quando finalmente l’inizio del cantiere sembrava cosa fatta, il sottopasso di Sant’Anna è un’altra grande incompiuta che un quartiere periferico invoca da anni, se non forse ormai decenni.

Era il 2005 quando l’allora deputato del collegio di Busto Arsizio Luca Volontè riuscì a strappare un finanziamento da due milioni e 850mila euro per finanziare l’opera, che si è trascinata negli anni nell’attesa di reperire i fondi per completarla con i necessari collegamenti stradali (ad un certo punto si ipotizzò un costo complessivo di oltre cinque milioni di euro), fino a che, lo scorso anno, non emerse l’idea, suggerita dall’architetto Andrea Pellegata all’assemblea di quartiere di Sant’Anna, di una versione “low cost” dell’opera. Non più un sottopasso per i mezzi pesanti, che avrebbe collegato via per Cassano al Sempione in zona hotel Pineta, ma un sottopasso “light”, destinato al traffico locale e a quello ciclopedonale, tra via Giotto e via Sacro Monte. Resta da verificare tecnicamente se sia fattibile.


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