“Pénsaghi non” Pierino. La tradizione in un libro

“Pénsaghi non” Pierino. La tradizione in un libro

Pietro De Tommasi, 96 anni, ha fondato la pasticceria Oscar

BUSTO ARSIZIO - A 96 anni, tutte le mattine è ancora nel suo laboratorio di pasticceria a sentire i profumi e a controllare i biscotti. La vita di Pierino De Tomasi, fondatore della pasticceria Oscar di via Cavallotti, diventa un libro: “Pénsaghi non”, scritto da Marilena Lualdi (con le vignette di Tiziano Riverso) a partire dal «diario scritto su un quadernone a quadretti» e pubblicato dal gruppo dei B300 per «raccontare chi la città l’ha fatta e continua a farla», come spiega il presidente di B300 Andrea Della Bella.

Alla presentazione del volumetto, stampato in 300 copie, che verrà dato in omaggio con il panettone di Natale nella prestigiosa confezione che raffigura Santa Maria, realizzata dalla pasticceria Oscar in occasione dei 500 anni del Santuario, c’erano tanti amici, ma anche il sindaco Emanuele Antonelli e il vicedirettore di Ascom Alessandro Castiglioni. Tutti a tributare la loro ammirazione per la figura di Pietro De Tomasi, per tutti “Pierino”, classe 1921, il capostipite della pasticceria Oscar, oggi condotta dal figlio Osvaldo, dalla nuora Grazia e dalla nipote Silvia.

In “quarta di copertina”, il disegno di una torta nuziale a più piani, scelta non a caso, «perché il nonno - racconta la nipote Silvia, figlia di Osvaldo - era molto bravo a fare le torte decorate, fino a dieci piani. Ben prima che diventasse una moda, come oggi».

Una vita che è «un esempio per i giovani», come sottolinea il sindaco Antonelli. «A 96 anni porta avanti insegnamenti e voglia di lavorare». Bustocchissimo, alla vigilia del “Black Friday”. Nonno Pierino è una miniera di aneddoti: dalla guerra, «la tremenda ritirata di Russia, a 50 gradi sotto zero», ai biscotti preparati in clandestinità in tempo di guerra «per portarli al mercato coperto», fino alla “scintilla” scoccata con la moglie Bruna, che «al ritorno dalla Russia era lì davanti al negozio, mi è venuta incontro e mi ha baciato».

Il titolo, “Pénsaghi non”, è un’espressione bustocca intraducibile in italiano. «Perché è un atteggiamento tipicamente bustocco che nonno Pierino ci insegna a preservare, è la sua ricetta sempre più che valida - rivela l’autrice - mi ha colpito perché quando siamo andati in laboratorio con lui era la frase ricorrente».

Il “pénsaghi non”, quando puoi, di quando c’era un debito da ricompensare, o il “pénsaghi non”, non ti preoccuparti, di quando lo aiutarono a sventare una nuova partenza per la guerra, in Africa. «È il verbo della speranza» sintetizza Antonio Colombo, del Magistero dei Bruscitti.


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