Vito Clericò colpì Marilena a sprangate sulla testa

Vito Clericò colpì Marilena a sprangate sulla testa

Arrivano i risultati dell’autopsia, ma resta il dubbio sulla fatalità di quegli attacchi

Marilena Rosa Re sarebbe stata colpita diverse volte alla testa con una spranga. Colpi che le avrebbero provocato diverse fratture al cranio. È quanto sarebbe emerso dall’autopsia effettuata nei giorni scorsi sui resti della testa decapitata della promoter di Castellanza. Non è chiaro, tuttavia, se i colpi al cranio siano stati decisivi per il decesso della donna. L’uomo accusato dell’efferato delitto, Vito Clericò, pensionato di 64 anni di Castellanza, l’avrebbe colpita alla testa con una spranga di ferro e poi avrebbe decapitato il cadavere utilizzando una roncola o un attrezzo simile. I due strumenti di morte, secondo quanto aveva raccontato, sarebbero finiti in un bidone o in qualcosa del genere. Al momento, infatti, l’arma del delitto non è stata ancora ritrovata.

Resta il mistero del movente. Pare che buona parte dei soldi prestati dalla Re ai due coniugi di Garbagnate – si parla di 96.000 euro in tutto – siano stati spesi per compensare la gestione ordinaria della casa di Garbagnate. In particolare per coprire le spese annuali di riscaldamento, per i piccoli lavori di manutenzione della casa (pare non cose grosse), per la spese di gestione di alcuni terreni nel Foggiano. La moglie, in occasione del recente interrogatorio davanti al Procuratore di Busto Arsizio, avrebbe spiegato, con carte alla mano, in maniera approssimativa come sarebbero stati spesi i soldi prestati dalla promoter di Castellanza.

Negli ultimi giorni è emerso anche un altro particolare molto interessante della storia. Qualche anno fa i due coniugi avrebbe ereditato per donazione un appartamento, attraverso la cui vendita sarebbero poi riusciti ad acquistare la grossa villa nella quale vivono a Garbagnate. Pare che la casa fosse stata donata loro da una signora sola che i due coniugi avevano ospitato e curato. Secondo il racconto della moglie del Clericò ci sarebbe stato una sorta di accordo, con tanto di lettera privata, che avrebbe garantito loro la casa dopo la morte della proprietaria.

L’avrebbero ospitata e curata per anni fino al decesso, per poi entrare in possesso, come da accordi, dell’immobile. Sempre stando al suo racconto, la signora non avrebbe avuto alcun erede. Ma si tratta di circostanze che potrebbero innescare nuovi accertamenti da parte degli investigatori. Resta il fatto che sono ancora molti i punti di domanda in tutta questa faccenda.

Sul movente sono ancora in corso gli approfondimenti del caso. Proseguono, nel frattempo, anche le indagini per le ricerche degli oggetti utilizzati per compiere il delitto. Secondo il racconto del Clericò sarebbero stati utilizzati una spranga di ferro e una roncola, ma di questi attrezzi al momento non ci sarebbe traccia.


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