«Ciao Stefano. Ora stai pedalando accanto ad Ale»
Il feretro di Stefano esce dalla chiesa di Sant’Alessandro tra la commozione generale

«Ciao Stefano. Ora stai pedalando accanto ad Ale»

Albizzate, folla di familiari e amici nel dolore per l’addio al 19enne morto mentre era in bici. Sulla bara la maglia del suo Velo Club Cassano

ALBIZZATE - Stefano ed Alessandro sono destinati a pedalare assieme, eternamente, uno accanto all’altro. La comunità di Albizzate, la famiglia di Stefano e tutti gli amici si sono stretti ieri pomeriggio per l’ultimo saluto a Stefano Pietrobon, morto a 19 anni nella giornata di domenica mentre pedalava a Ranco. Un saluto silenzioso, quieto, elegante, proprio come era Stefano, un ragazzo schivo, riservato, di poche parole ma di tanta curiosità e altrettanta voglia di imparare. La Chiesa di Sant’Alessandro è troppo piccola per contenere tutto l’affetto nei confronti di Stefano, molte persone restano fuori incuranti della pioggia e del freddo, altrettanti riempiono i corridoi, la sagrestia ed ogni spazio libero.

L’unico sorriso

Tanti gli amici presenti nelle prime file, compagni di classe, amici dell’oratorio ma anche quei compagni di ciclismo che Stefano ha incontrato pedalando sulla strada della vita e che con lui hanno condiviso chilometri e fatica, tra vittorie e sconfitte. Alcuni di loro ieri indossavano la divisa gialla del Velo Club Cassano Magnago 1992, la società in cui Stefano è cresciuto assieme a loro, assieme anche ad Alessandro Giani. Lo spazio è poco e la gente si stringe tutta attorno nel ricordo, commosso e silenzioso, del giovane Stefano. E la mente, i ricordi, tornano quasi automaticamente al 29 dicembre scorso, il giorno del saluto ad Alessandro Giani, grande amico e compagno di Stefano. In questi giorni paradossali, l’unico sorriso è provocato dall’idea che ora Ale e Stefano siano assieme, come ha ricordato nel suo messaggio sull’altare papà Fabrizio. Per chi resta però, il dolore è tanto e quasi inspiegabile. Nella sua predica, don Cristiano, un sacerdote amico della famiglia Pietrobon, legge un tema scritto da Stefano a scuola nel mese di dicembre. Parole semplici che scuotono il silenzio, le parole di un ragazzo di 19 anni che amava imparare, amava scoprire, era curioso.

Verso Cracovia

Quello dell’uomo è in costante cammino, alla ricerca della felicità e della soddisfazione alla sua curiosità. Lo stesso cammino di Dante. A corredo dell’omelia di don Cristiano, interviene anche il parroco di Albizzate, don Mario, che parla ai genitori Annalisa e Fabrizio citando un passo del Vangelo di Giovanni, il momento in cui Maria di Magdala si reca al sepolcro la domenica di Pasqua: «Va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Sulla bara di Stefano giace una maglietta del Velo Club Cassano, sulle panche in mezzo agli amici ci sono i ragazzi che domenica erano con lui, che Stefano si era reso disponibile ad accompagnare anche per prepararsi al viaggio a Cracovia. Sarebbe andato a ricordare un amico, ripeteva sempre ai genitori che ogni sua pedalata, ogni sua fatica, sarebbe stata in memoria di Alessandro. Ora sono assieme, pedaleranno assieme, e pedaleranno per loro Mauro, Roberto, Simone, Andrea, Luca, Giona, Kevin e Marco, che a fine luglio partiranno da Cassano verso Cracovia. In bicicletta, perché come aveva scritto proprio poco tempo fa Stefano «non c’è modo più bello che ricordare un amico facendo quello che lui amava». Al termine della messa, e dopo i messaggi letti dalla famiglia sull’altare, una processione silenziosa si è avviata sotto la pioggia verso il cimitero. Un ultimo viaggio, insieme e in gruppo proprio come si fa quando si esce in bicicletta. Insieme. Con lo stesso immenso dolore nel cuore. Insieme. Per accompagnare Stefano nel suo ultimo viaggio. E salutarlo così per l’ultima volta.


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