Varese-Rovaniemi, andata e ritorno. «Babbo Natale non vede l’ora di venire qui»
Pozzi al rientro in Italia

Varese-Rovaniemi, andata e ritorno. «Babbo Natale non vede l’ora di venire qui»

Il vespista Alessandro Pozzi è tornato in Italia dopo il suo viaggio in Lapponia per portare le letterine dei bimbi del Ponte del Sorriso

VARESE - Varese–Rovaniemi, Lapponia: missione compiuta. Il vespista varesino Alessandro Pozzi, in viaggio per portare le letterine dei bambini dell’Associazione Il Ponte del Sorriso da Babbo Natale in Finlandia settentrionale, è tornato a casa la sera di martedì scorso.

Pozzi era partito lunedì 7 agosto, in sella a Rudolph, la sua mitica Vespa modello VNA2T del 1959. Un viaggio lungo, ma affrontato coraggiosamente e con lo scopo di aiutare l’Associazione benefica: la raccolta fondi è stata positiva, ha dichiarato il vespista varesino. «É stato un viaggio lungo, all’andata avevo una voglia matta di arrivare e, nonostante il vento e il maltempo, sono arrivato dopo una settimana dalla partenza, facendo 700 km l’ultimo giorno».

Com’è la casa di Babbo Natale?


Ho attraversato questo percorso con le foto incorniciate di tutti i presidenti delle nazioni scattate con Babbo Natale, poi sono stato ricevuto da lui in udienza privata e abbiamo letto insieme alcune letterine .

Cosa le ha detto Babbo Natale?

Mi ha detto che mancavano esattamente 130 giorni al Natale e alla sua visita ai bambini di Varese.

Come è proseguito il viaggio?

Sono stato in visita al sindaco di Rovaniemi, Esko Lotvonen, al quale ho portato i doni da parte della Regione Lombardia, del governatore Roberto Maroni e dell’assessore Francesca Brianza e da parte delle associazioni italiane di moto d’epoca.

Come è andato il ritorno?

Non è stato semplice, le strade erano disastrate perché le stavano rifacendo per la stagione invernale, ho percorso 350 km nello sterrato, senza incontrare neanche una casa nè un distributore. Fortunatamente avevo con me la tanica di miscela, ma prima di arrivare ad Helsinki e attraversare il Mar Baltico, ho visto per lunghi tratti solo foreste e paesaggi solitari. Spesso le macchine che mi superavano mi facevano gesti d’incoraggiamento. Sono tantissimi gli amici che mi hanno sostenuto, primo fra tutti il moto club “Nino Manzoni” di Luino”.


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