Rubano moto da enduro. E fanno perdere le tracce

Rubano moto da enduro. E fanno perdere le tracce

Maxi colpo alla Swm di Biandronno. Il valore potrebbe essere superiore a 30mila euro

BIANDRONNO - Ladri a caccia di motociclette da enduro in azione a Biandronno: la banda di specialisti ha saccheggiato la Swm Motorcycles di via Bixio, azienda leader del settore.

Un colpo di consistente entità: stando alle prime informazioni, infatti, gli scassinatori, martello in pugno, hanno devastato la vetrina e sono scappati con almeno quattro motociclette da enduro di pregevole fattura. Per il momento non è stato ancora definito con esattezza il bottino complessivo del colpo, ma stando alle prime informazioni si può parlare di una refurtiva complessiva che potrebbe essere superiore ai 30.000 euro. Il colpo è andato a segno nella notte tra il 15 e il 16 di novembre.

È molto probabile si tratti di professionisti dei furti su commissione. Non è chiaro l’orario nel quale la banda ha agito. Fatto sta che, sempre stando alle prime informazioni, gli scassinatori si sarebbero serviti di un martello con il quale hanno sfondato la vetrata. Nessuno si sarebbe accorto di nulla. La banda avrebbe asportato le motociclette dal locale utilizzando probabilmente un furgone o comunque un mezzo pesante capiente a bordo del quale i preziosi veicoli hanno trovato posto. Sono stati rimossi dall’interno dello show room dell’azienda per essere trasferiti a bordo del furgone. La maggior parte dei veicoli rubati non erano stati ancora immatricolati. Una condizione ancora più favorevole per i ricettatori che potranno piazzare le motociclette sottobanco in qualche mercato abusivo all’estero.

Come capita molto spesso in queste situazioni, infatti, la refurtiva viene caricata a bordo dei mezzi pesanti che la trasferiscono rapidamente oltre confine, in particolare il mercato di riferimento è quello dell’Europa orientale. Ed è probabile che la stessa sorte sia già toccata anche alle motociclette di Biandronno.

I veicoli potrebbero essere già rivenduti o magari, ma forse è più probabile per le macchine, potrebbero essere state vivisezionate nell’ottica di rivendere anche le singole componenti meccaniche.

Si tratta, tuttavia, di accertamenti investigativi che sono tuttora in corso. Resta il fatto che per il momento dei fuggitivi non ci sono tracce.

I carabinieri della Compagnia di Varese, che si stanno occupando della faccenda, stanno tentando di ricostruire con esattezza come si sono sviluppati i fatti


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