VARESE Trent’anni non sono bastati per accertare come sono andati i fatti la sera del 27 giugno 1980 a Ustica. Ma a sorpresa, quando ormai anche le ultime speranze di fare luce su una delle stragi avvolte nel più fitto dei misteri, una sentenza in sede civile rimette tutto in discussione. Merito anche di un avvocato varesino, Alessandro Zanzi, che assiste i familiari di Marco Volanti, ai tempi 26enne promettente lavoratore studente in ingegneria, appena assunto dalla Snam Progetti, in volo per la Sicilia sul Dc9 dell’Itavia, dove avrebbe dovuto seguire alcuni importanti realizzazioni nell’isola. Ebbene, la Corte d’appello di Palermo ha confermato la condanna dei ministeri dell’Interno, dei Trasporti e della Difesa a risarcire complessivamente un milione e 240 mila euro a sei familiari di tre delle 81 vittime del disastro aereo di Ustica, tra cui appunto anche i parenti di Volanti. Gli avvocati di Palermo, Vincenzo e Vanessa Fallica e il legale di Varese, Alessandro Zanzi, avevano citato in sede civile i tre dicasteri, rappresentati dall’avvocatura distrettuale dello Stato, per ottenere il risarcimento per la morte di tre dei passeggeri del Dc9 Itavia precipitato a largo dell’isola palermitana il 27 giugno ’80. I giudici, già in primo grado, avevano ritenuto responsabile lo Stato, tenuto a garantire
la sicurezza dei voli, di non avere impedito l’evento.«È un successo importante – commenta l’avvocato Vanessa Fallica – A fronte del nulla di fatto ottenuto in sede penale, Questa sentenza ribalta la verità accertata in quell’ambito».Zanzi rappresenta in giudizio la madre e i due fratelli della vittima: a ciascuno di essi sono stati riconosciuti 150mila euro. Davvero pochissimo, anche in relazione al tempo trascorso e all’enormità di quanto successo. Tuttavia non è sfuggita l’importanza della sentenza. In serata non sono tardate le reazioni. La conferma della condanna dei ministeri dell’Interno, dei Trasporti e della Difesa, dimostra che «anche i giudici civili riconoscono la responsabilità di Stato, l’ha fatto Cossiga, quindi tutto va in quella direzione»: è il commento di Daria Bonfietti, presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime di Ustica, sulla sentenza della Corte di appello di Palermo.Bonfietti ha aggiunto: «Ormai non si può che chiedere alle autorità italiane di riuscire a mettere insieme i nomi dei responsabili della strage». Ha infine ricordato come le richieste di risarcimento danni in sede civile non sono mai state una priorità dell’associazione: «Non perché ci facesse schifo – ha precisato – ma non era la logica dell’associazione. Per noi è fondamentale rivendicare verità e giustizia e quindi prima la responsabilità penale».
e.marletta
© riproduzione riservata












