“Strasburgo è come Nerone” Crocifisso gigante per protesta

GAVIRATE «Strasburgo come Nerone». Questo pensa Giorgio Feraboli, settantaquattrenne imprenditore a difesa della croce e del cristianesimo, che nel terreno della sua azienda la «Protesgas» gestione gasdotti e acquedotti ha pensato bene di manifestare tutto il suo dissenso nei confronti della sentenza che ha condannato l’Italia per l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Così ha deciso di fare le cose in grande: posizionare una croce di sei metri di altezza per tre metri di larghezza, illuminata di notte, sul terreno davanti al suo capannone, in modo che sia ben visibile a chiunque passi nelle vicinanze.

Il tutto sottolineando il suo «gesto di protesta e fede» con diversi cartelli di protesta nei confronti della Corte europea «che ha attaccato la nostra storia». «Strasburgo come Nerone», e «Italia alza la testa», e altri ancora dello stesso tono. Li ha fatti stampare e poi li ha sistemati su dei pali accanto al crocefisso. «Perché – spiega – io che sono prima di tutto cristiano non posso accettare che sia messa a tacere la mia storia e quella di tutto il mio paese. Una storia di duemila anni, scritta nell’arte e nelle nostre coscienze». E a ricordalo, ai gaviratesi, «adesso c’è la mia croce». Stima Silvio Berlusconi ma questo, dice, «è solo un atto d’amore per la religione cristiana». «Perché c’è solo da arrabbiarsi e protestare vibratamente per quella sentenza – attacca Feraboli –. La cultura italiana è cristiana e quindi va rispettata, così come vanno rispettate le altre. Voglio che la gente veda il crocefisso e si interroghi sulla questione. Da parte mia sarei pronto a promuovere un referendum e rispedire al mittente questa scandalosa sentenza». Secondo Feraboli, del resto, «non si possono rinnegare le nostre radici».

E come lui la pensano i suoi 34 dipedenti con i quali a discusso della questione e con i quali è in stretta sintonia. «Sono stati loro – infatti – con i quali ho discusso e che per primi hanno notato i cartelli in azienda, proprio per dare modo ai miei lavoratori di intervenire sulla questione, a sostenermi e aiutarmi nella preparazione della croce e nella sua posa. Qualcuno mi ha fatto persino i complimenti, tra questi alcuni rumeni che sono cristiano ortodossi. Con tutti loro abbiamo lavorato

due giorni per comporre il crocifisso gigante che poi abbiamo issato insieme». Illuminato di notte ora domina il terreno dell’azienda in viale Dello Sport. «Il tutto mi è costato quasi 1500 euro ma sono i soldi meglio spesi della mia vita – aggiunge Feraboli – . Ora mi auspico una sollevazione popolare in tutto il Paese. Perché è certo che io non voglio mollare e sono pronto ad andare avanti ancora per mobilitare le coscienze. Lo giuro sulla Bibbia, come si fa ancora nonostante le scandalose sentenze europee».

b.melazzini

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