Stupri; Vaticano: Leggi severe si’, giustizia emotiva no

Stupri; Vaticano: Leggi severe si’, giustizia emotiva no


Città del Vaticano, 15 feb. (Apcom)
– Sì a leggi severe verso chi
commette reati come lo stupro, ma “le reazioni a caldo non vanno
bene” e le reazioni emotive non devono prendere il sopravvento.
Sui recenti casi di stupri, a Roma, Bologna e Milano, arriva il
commento del Vaticano. A farsene portavoce è monsignor Agostino
Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti,
attento osservatore del fenomeno che si intreccia tra
immigrazione-sicurezza-integrazione.

“Credo sia lo Stato a dover decidere come reagire – dice
monsignor Marchetto ad Apcom – e le reazioni a caldo non sono in
genere sempre le più opportune. Comprendo i sentimenti delle
famiglie e dei cari – prosegue – ma un Governo certamente deve
tener conto di un bene comune, nel contesto della ragionevolezza
di una legge”.

L’arcivescovo esprime “innanzitutto” una “grande pena verso le
persone colpite e vittime di tali affronti e violenze. Noi –
sottolinea – dobbiamo essere vicini a tutti quelli che soffrono.
Siamo vicini anche a coloro che soffrono perchè queste persone
commettono questi abusi e questi delitti, perchè si crea un
ambiente che certamente non è favorevole al riconoscimento dei
diritti di tutti quelli che in qualche modo sono legati nella
mentalità della gente a coloro che perpetrano questi delitti”.

Monsignor Marchetto ritiene che “sia giusto che coloro che
commettono questi abusi siano puniti dalla legge. Ma la gente –
avverte- non cominci a farsi giustizia da sola, perchè è un
gravissimo danno per il bene comune ed è un infrangimento di
quello che lo stato è e deve essere, ovvero il difensore dei
cittadini, specialmente dei più deboli. Aggiungo che non c’è una
responsabilità collettiva e che ciascuno deve rispondere a se
stesso, per noi di fronte a Dio e allo stato. Occorre poi
giustamente punire queste angherie, questi abusi, ma sarebbe
sbagliato generalizzare”.

Interpellato su un possibile decreto del governo con misure
anti-stupro, l’arcivescovo attende di vedere il testo. “Mi pare
che ‘misure antistupro’ sia una espressione giusta – risponde
Marchetto – dobbiamo evitare questi delitti ed è giusto avere un’
attenzione a questo fenomeno. Ma -avverte mons. Marchetto- non
sono soltanto gli stranieri che fanno queste cose. E credo che il
governo considererà tutti, tenendo presente che il male non è
solo caratteristica degli stranieri”.

Ssa

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