– «La situazione, per il tribunale di Busto Arsizio, è decisamente critica. Lunedì mattina, assieme agli altri presidenti dei tribunali, incontrerò il ministro a Milano. Vedremo cosa ci dirà. Io presenterò una situazione di grande difficoltà che, credo, sia già nota al ministro».
, presidente del Tribunale di Busto Arsizio, parla in termini allarmanti della trasformazione che il palazzo di giustizia di Busto dovrebbe subire dal 13 settembre. La legge prevede l’accorpamento, sotto Busto Arsizio, dei tribunali di Legnano e Rho e la chiusura delle sedi distaccate di Gallarate e Saronno.
Una cambiamento, però, che penalizza fortemente la struttura di Busto. «La popolazione che da settembre ricadrà sotto la nostra giurisdizione passerà da 430 mila a 980 mila abitanti – spiega il presidente Antonino Mazzeo -. In questo modo il tribunale di Busto diventerà ilnono più grande tribunale d’Italia e il secondo della Lombardia, subito dopo Milano».
«Nonostante questo – aggiunge -non sappiamo ancora nulla riguardo al personale amministrativo che dovrebbe arrivare, mentre sul fronte dei magistrati siamo già fortemente sotto organico».
Mazzeo dà qualche numero. Attualmente i giudici sono 22. Dovrebbero essere 27, mentre dopo l’accorpamento dovrebbero salire a 38. «In realtà, sui 16 che dovrebbero arrivare ce ne sono stati assegnati solo sei. I primi quattro arriveranno solo a febbraio». Una situazione di sotto organico che, definire critica è decisamente poco.
I numeri forse possono sembrare aridi. In concreto già un paio di settimane fa è successo che un’udienza in corso si sia fermata perché contemporaneamente era in corso un’altra udienza in un’altra aula del tribunale. «Mi spiace, ma abbiamo solo un cancelliere – era stata costretta a dire il giudice – Riprendiamo quando hanno finito gli altri». Facile immaginare che situazioni di questo tipo, se non arrivasse nessun nuovo cancelliere, da settembre diventerebbero quotidiane.
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