Ieri mattina quando la città si è svegliata, incollato al muro di via Bizzozero di fianco a una vecchia cabina telefonica, è comparso un Adamo.
Si tratta di una sagoma umana, in gesso e cemento, ad altezza naturale di un uomo nudo, munito di occhiali da sole viole con lenti gialle e una foglia di fico che copre la zona pubica.
La strana scultura ha destato la curiosità di numerosi passanti che si sono fermati ad osservarla, per poi fotografarla e commentare con entusiasmo: «Che idea simpatica, speriamo che nessuno la rovini».
Accanto ai piedi dell’Adamo una targhetta, anch’essa incollata al muro, con l’incisione in rilievo “Urbansolid”. È bastato un po’ di movimento di fronte alla scultura per far scattare la segnalazione alle forze dell’ordine che sono sopraggiunte per verificare di cosa si trattasse.
La questione è passata nelle mani della Polizia Locale che sta verificando se il Comune avesse rilasciato qualche autorizzazione ai misteriosi “artefici” di questa sagoma umana: nessuna traccia dell’autorizzazione.
Ma, non intralciando il passaggio ai passanti, dal comando fanno sapere che non c’è alcuna urgenza di decidere sul da farsi. E la conferma arriva anche dal duo di artisti, residente in provincia di Varese, che risponde al nome di “Urbansolid”: si tratta di un progetto, nato nelle aule dell’Accademia di Brera, che ha come intento quello di arricchire il writing con la terza dimensione.
«Non abbiamo chiesto autorizzazioni – spiegano i due artisti di street art – Abbiamo sempre lavorato nella zona di Milano, in molte altre province e all’estero. Essendo originari della provincia di Varese, abbiamo pensato di fare un omaggio alla città, nella speranza che Varese accolga l’Adamo come un dono: abbiamo voluto regalare alla città un nuovo cittadino. Speriamo solo che non decidano di rimpatriarlo».
L’obiettivo di “Urbansolid” è quello di operare in zone di degrado con l’intento di provare a recuperarle. Guarda caso, l’Adamo è comparso in via Bizzozero, strada che costeggia piazza Repubblica.
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