Tangenti/ Lega sospende i due assessori del bresciano arrestati

Milano, 20 apr. (TMNews) – Sono stati sospesi dalla Lega i due
amministratori del Carroccio arrestati oggi con l’accusa di aver
preso una tangente di 22mila euro per “alleggerire” i controlli
e realizzare un centro commerciale in un terreno sottoposto a
vincolo paesaggistico ambientale. Lo ha reso noto il segretario
provinciale della Lega nord di Brescia Stefano Borghesi, che ha
affermato: “Abbiamo piena fiducia nella magistratura e ci
auguriamo che la vicenda possa essere chiarita nel più breve
tempo possibile”.

Netto il commento del presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni: “Nella Lega reati di questo genere non sono ipotizzabili. Cose del genere non sono mai successe”, ha detto Boni a margine della presentazione del candidato leghista alle elezioni comunali milanesi Massimiliano Bastoni. “Chi sbaglia paga – ha ripetuto – e il militante leghista che fa amministrazione pubblica deve avere più paura del movimento che della magistratura”.

Una presa di distanze immediata, in attesa del giudizio del “capo” Umberto Bossi che si preannuncia altrettanto netto, per una condotta che, se confermata dai giudici, la Lega ha sempre rivendicato come totalmente estranea al suo spirito di servizio ai cittadini.

Il forte “legame con il territorio” e “l’onestà” degli
amministratori leghisti sono infatti due elementi su cui il
Carroccio ha da sempre costruito il proprio elemento distintivo. Ecco perché l’arresto dell’assessore leghista ai Lavori Pubblici del Comune di Castel Mella, Mauro Galeazzi, 48 anni, e del capoufficio tecnico dello stesso Comune Marco Rigosa, 45 anni, che è anche assessore sempre per la Lega a Rodengo Saiano, comune comunque estraneo alla vicenda, ha irritato molti nella Lega. E se il ministro Roberto Calderoli, impegnato a Roma, e il suo collega Roberto Maroni per ora non commentano, nel Carroccio si coglie una certa irritazione per la “macchia” che la vicenda può portare a un patrimonio di “credibilità morale” costruito negli anni: “È automatico che chi viene accusato di corruzione deve prima di tutto togliere dall’imbarazzo il movimento – ha aggiunto Boni – e poi, se ha sbagliato, deve pagare” perché “nella Lega abbiamo un codice interno molto forte e reati di questo genere non sono ipotizzabili”.

Mda

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