Il primo punto degno di nota è questo: a presentare il percorso della circonvallazione di Somma alla cittadinanza ci ha pensato il Partito Democratico (che sta all’opposizione), e non l’Amministrazione comunale, come sarebbe stato più logico. Secondo: la popolazione ha risposto alla proposta, evidentemente interessata all’argomento, riempiendo venerdì sera la sala della Fondazione Casolo. Terzo: l’impegno che tutti si sono
presi prima di andare a casa, tanto dietro al tavolo dei relatori quanto in platea, è quello di stare attenti ai passi che muoveranno gli amministratori comunali prima della progettazione definitiva della strada da 130 milioni di euro. Perché solo così si potrà partecipare alle scelte che verranno. E che segneranno il futuro della città irrimediabilmente: nel bene come nel male.
Al sindaco Guido Colombo si chiede dunque un maggiore dialogo con la popolazione; vale a dire con chi beneficerà (o subirà) di più le conseguenze diretta della maxi opera pubblica. Tanto più che «nessun progetto può essere approvato senza aprire in contemporanea la procedura di valutazione ambientale strategica prevista dalla legge e di cui occorre dare assoluta pubblicità», ha ricordato una donna dal pubblico, esperta del settore.
Una cosa è certa, ed è emersa anche venerdì sera. Tutti sono d’accordo nel sostenere che a Somma serva una circonvallazione e agli esponenti del Partito Democratico non interessa neanche più tornare sul loro progetto di strada, molto più vicina alle case rispetto a quello attuale che corre invece più a ridosso del torrente Strona da una parte (per chi arriva da Vergiate), e in piena “campagna grande” dall’altra (verso Gallarate).
Ma secondo l’opposizione «si potrebbe evitare di scavare 770.000 metri cubi di terra per realizzare 12 chilometri di strada in trincea (di cui anche tratti in galleria, ndr)». Così almeno ha sottolineato Girolamo Pasin, ex assessore all’Urbanistica (Pd), che poi ha aggiunto: «Si risparmierebbero anche 2 milioni e 344mila euro di costi». Non solo. «Non sono previsti accessi alla città dalla circonvallazione – ha fatto notare Pasin – mentre crediamo che nella zona ovest e su via Novara sia importante avere un collegamento tra viabilità urbana ed extraurbana».
Diverse persone sedute tra il pubblico hanno rimarcato quella che dovrà essere una priorità: «Questa strada non deve disturbare i sommesi; deve servire a far passare il traffico fuori dalla città e se anche spendessero qualche soldo in più, sarebbe il minimo per chi soffre 20mila e passa veicoli al giorno davanti a casa».Sono però ancora molti gli interrogativi che restano sospesi senza risposta. Riguardano, ad esempio il territorio verde e forestale che verrebbe sacrificato, e la strada un po’ troppo rasente il fiume
Ticino che inibirebbe l’accesso attuale alla spiaggia della “Canottieri”, molto frequentata dai sommesi. Per non parlare dei tempi di realizzazione: «Non è vero che rientriamo nei finanziamenti dell’Expo come vorrebbe farci credere il sindaco – è sbottato Francesco Calò, segretario cittadino del Pd. «Se poi ci realizzassero solo il tratto da Arsago alla 336 – ha chiosato l’ex sindaco Claudio Brovelli – il nostro problema di traffico resterebbe tale e quale a oggi; a noi interessa l’altro tratto, quello dallo Strona a Malpensa».
f.tonghini
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