Milano, 22 gen. (Apcom) – Musica, ballo e canzoni che si fondono per raccontare una storia d’amore, di amicizia e di libertà : è lo spettacolo che offre “Notre Dame de Paris”, l’opera scritta da Riccardo Cocciante, che a dieci anni dal debutto francese va in scena per la prima volta al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Uno spettacolo coinvolgente, al suono delle canzoni che sono diventate
famose, con i testi di Pasquale Panella nell’edizione italiana. “Notre Dame de Paris” è l’opera dei record, che vanta 15 milioni di spettatori e rappresentazioni in tutto il mondo: con l’anteprima di ieri ha toccato quota 750 repliche in Italia. Alle quattro settimane di spettacolo a Milano, di cui le prime due con il tutto esaurito, ne è stata aggiunta una quinta per soddisfare le richieste.
Sul palco del teatro non ci sono Lola Ponce e Giò Di Tonno, che
hanno raggiunto la popolarità interpretando Esmeralda e
Quasimodo: nel ruolo della zingara si alternano Sabrina De Siena
e Ilaria Andreini, Luca Maggiore e Leonardo Di Minno interpretano
il gobbo, l’arcidiacono della cattedrale Frollo è Fabrizio
Voghera, mentre nel ruolo di Febo, il capitano delle guardie del
re, si alternano Alberto Mangia Vinci e Heron Borelli.
La storia d’amore con un finale tragico cattura lo spettatore:
la prima parte è più movimentata, con molte parti ballate di
grande intensità e ritmo. Le coreografie sono uno degli aspetti
più riusciti della rappresentazione, accompagnano i momenti
chiave della narrazione. La scena di presentazione della Corte
dei miracoli esprime allegria e quel concetto di libertà che è
tra i messaggi della storia. Nella seconda parte il tono si fa
più cupo, in vista del finale: i protagonisti rivelano in musica
i loro sentimenti, i momenti di festa lasciano spazio a quelli di
tristezza.
Un altro punto di forza dello spettacolo sono gli interpreti: in
prima fila Esmeralda, la bella zingara che ruba il cuore dei
protagonisti e che sacrifica tutto per amore fino alla fine.
Insieme a lei Quasimodo, il gobbo dal cuore buono ma dall’aspetto
orribile, che per lei arriva a fare del male al suo “protettore”
Frollo: quello dell’arcidiacono è un personaggio oscuro, simbolo
dell’amore che rode e che diventa peccato proibito e porta alla
follia.
L’amore è elemento portante della storia: è dentro il
sentimento, a volte morboso, che Frodo e Frollo provano per
Esmeralda, ma è anche ciò che lega il capitano alla sua promessa
sposa Fiordaliso, a cui ritorna una volta rinnegata la passione
per la zingara. C’è anche sotto forma di amicizia nell’aiuto che
Quasimodo offre a Esmeralda, c’è nel rapporto della ragazza con
il fratello, che si sacrifica per lei. Altrettanto forte è il
tema della libertà , che gli abitanti della Corte dei miracoli
pagano con il carcere: la loro mancanza di regole offende
l’autorità , che cerca di imbavagliarli. Il re della Corte muore
per mano di Febo, che con il ritorno all’ordine espia la passione
per Esmeralda, ma la voglia di libertà della sua gente non si
spegne.
Mon
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