Milano, 21 set. (Apcom) – Tempesta a Unicredit, la maggiore banca italiana e uno dei maggiori istituti d’Europa. L’amministratore delegato Alessandro Profumo è vicino alle dimissioni. Il tema del rapporto con il top management della banca sarà al centro del cda straordinario convocato per oggi pomeriggio e nel mirino di diversi azionisti c’è proprio l’operato di Profumo. “Probabilmente Profumo darà le dimissioni”, si apprende da una fonte vicina alla situazione.
Secondo la stessa fonte, il cda a quel punto affiderebbe temporaneamente le deleghe di Profumo al presidente Dieter Rampl e per un certo periodo la banca potrebbe essere guidata da un ‘management team’ composto dai vice Ceo.
Il cda straordinario giunge dopo che negli ultimi giorni sono cresciute esponenzialmente le polemiche sull’avanzata libica in Unicredit, con la quota in mano alla Banca centrale libica e al Fondo sovrano Lia che è salita complessivamente al 7,56% (4,99% la Banca centrale libica e 2,57% la Lybyan investment Authority). Mentre Tripoli è un azionista che ha acquistato peso di recente, sono le Fondazioni le azioniste storiche del gruppo. Di rilievo c’è poi la partecipazione di Mediobanca che detiene il 5,14% del capitale.
Questa la mappa dell’azionariato di Piazza Cordusio con i soci sopra la soglia del 2% del capitale: Mediobanca 5,14%; Aabar 4,99%; Central Bank of Libya 4,99%; Libyan Investment Authority 2,57%; Fondazione Cariverona 4,63%; BlackRock 4,02%; Fondazione Cassa di risparmio di Torino 3,32%; Carimonte Holding 3,17%; Allianz 2,04%.
Bos/
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