Tensione nel carcere di Busto Arsizio, disordini rientrati grazie alla polizia penitenziaria

Momenti di agitazione nella serata di sabato all’interno della casa circondariale. L’episodio riaccende il dibattito su sovraffollamento e carenza di personale negli istituti penitenziari italiani.

BUSTO ARSIZIO – Momenti di tensione nella serata di sabato 14 febbraio alla casa circondariale di Busto Arsizio, dove si sono verificati disordini poi rientrati grazie all’intervento degli agenti della polizia penitenziaria.

A segnalare l’accaduto è stato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, che ha parlato di una situazione di agitazione all’interno della struttura bustocca, risolta senza conseguenze ulteriori grazie al tempestivo intervento del personale in servizio.

L’episodio arriva a poche ore di distanza da un altro drammatico fatto avvenuto nel carcere femminile della Giudecca, a Venezia, dove una detenuta italiana di 32 anni si è tolta la vita, diventando l’ottava persona morta suicida in carcere dall’inizio dell’anno.

Due vicende che, secondo il sindacato, riportano al centro il tema delle condizioni del sistema penitenziario italiano. «Ormai sono quasi 18mila i detenuti oltre la capienza regolamentare – ha dichiarato De Fazio – mentre nelle carceri italiane mancano almeno 20mila agenti di polizia penitenziaria, con personale sempre più stremato e demoralizzato».

Il segretario della Uilpa chiede quindi un intervento strutturale: «Serve un vero decreto carceri per ridurre il sovraffollamento, rafforzare concretamente gli organici, garantire l’assistenza sanitaria, ammodernare le strutture e avviare riforme complessive».

La situazione nella struttura di Busto Arsizio, nel frattempo, risulta rientrata e sotto controllo, ma l’episodio conferma un clima di crescente difficoltà che interessa numerosi istituti penitenziari italiani.