Terlizzi, scuse a compagni e tifosi “A Verona io il primo a sbagliare”

VARESE – La capacità di fare un passo indietro, ammettendo i propri sbagli è una delle virtù dei leader. E questa caratteristica non manca a Christian Terlizzi.

Il difensore centrale del Varese ha riconosciuto di aver commesso il grave errore che lui stesso ci descrive: «Nell’ultimo quarto d’ora della partita con il Verona ho lasciato la mia posizione abituale per buttarmi in avanti. Perdevamo e ho pensato che l’unico modo per cercare di raddrizzare le cose fosse quello di lanciare la palla lunga, verso la porta avversaria. Anche a Padova mi ero proiettato in attacco, ispirando il pareggio di De Luca e a Brescia avevo voluto prendermi la responsabilità di tirare il rigore».

Insomma, il difensore ha una propensione alle giocate offensive che nasce dalla volontà di non mollare mai: «Ai ragazzi della squadra ho spesso ricordato che bisogna sempre crederci, con la giusta cattiveria, fino al 95′. A Verona, però, il primo a mollare, nell’amaro finale, sono stato proprio io. Non mi era mai capitato prima, nell’arco di tutta la carriera, e per questo ho chiesto scusa».

Terlizzi ha parlato con i compagni, con il tecnico Maran, con il responsabile dell’area tecnica Milanese e, a lungo, con l’amministratore delegato Montemurro. Oggi, a pranzo, è previsto l’incontro con il presidente Rosati che ha minacciato di lasciare fuori rosa il difensore con la Sampdoria: «Accetto – dice Terlizzi – qualunque decisione. In questo momento il gruppo deve essere il più unito possibile in vista dei playoff che il Varese deve saper giocare al meglio».

La testa di Terlizzi è già proiettata agli spareggi per la A: «I dieci mesi del campionato sono stati incredibili. Abbiamo saputo trasformare il nostro obiettivo dalla salvezza ai playoff e, ora, abbiamo una grande opportunità che non possiamo sprecare».

Il cuore di Terlizzi guarda oltre la sconfitta del Bentegodi, dove il giocatore è uscito dal campo con uno spirito diverso dal solito: «Ci tengo – dice – a ringraziare i tifosi. Mi dispiace di non essere andato a salutarli sotto la curva, subito dopo la sconfitta. Lo faccio sempre ma, questa volta, ero proprio giù di morale per i tre gol che abbiamo preso e che i nostri sostenitori non si meritavano di vedere. Sono stati grandi e si sono fatti sentire per tutta la partita in uno stadio imponente come il Bentegodi».

Si è spento così il caso Terlizzi. Con il discorso, rivolto a cuore aperto, ai compagni nello spogliatoio del Varese. Una realtà unica che fu battezzata dall’ex condottiero Beppe Sannino «Borgorosso-Varese» perché davanti a ogni problema o contrarietà corre con le gambe ma, prima di tutto, con il cuore. Come sta facendo da quattro anni il club del patron Rosati e dell’amministratore delegato Montemurro.

Come fa, ora, la squadra allenata da Rolando Maran che può contare sul d.s. Milanese. E come ha fatto Christian Terlizzi che ha avuto la forza e l’umiltà di fare un passo indietro, chiedendo scusa. Per il bene di un gruppo che, se saprà essere se stesso da qui in avanti, potrà tradurre in realtà il suo grande sogno.

Filippo Brusa

a.confalonieri

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