Terremoto, gli esperti avvisano «Anche Varese è zona a rischio»

VARESE Tre ricercatori dell’università dell’Insubria nelle zone colpite dal terremoto. Franz Livio, Roberto Gambillara e il professor Alessandro Michetti sono in Emilia Romagna per i rilievi geologici in fase emergenziale e avvertono: «La crisi sismica potrebbe colpire anche Varese». La terra ha tremato in Emilia Romagna e potrebbe farlo anche in provincia di Varese. Non lo esclude il professor Michetti, docente di geologia al dipartimento di scienza e alta tecnologia dell’Insubria, che da qualche tempo conduce degli studi sulla zona emiliana colpita dal sisma, zona definita dai geologi “dorsale Ferrarese”.«Questo tipo di fenomeni può interessare tutta la pianura Padana – spiega – Sono attesi e prevedibili, anche se non dal punto di vista dell’ubicazione e delle tempistiche. Quindi non si può escludere che anche a Varese la terra possa tremare. C’è da preoccuparsi, forse, ma sono eventi rari e caratteristici». Insomma, potrebbe capitare e non se ne stupirebbero gli esperti, ma i cittadini cosa devono fare? «Niente purtroppo. Non si può definire con esattezza quando avverrà un terremoto, dove e quando. Basti sapere che la nostra zona, avendo strutture tettoniche analoghe a quella emiliana, è soggetta a terremoti». È comunque rassicurante sapere che tre varesini sono super esperti in materia. E che ora si

trovano nella zona epicentrale del terremoto, a 36 chilometri da Bologna. «La dorsale Ferrarese è oggetto di studi da parte di vari gruppi di ricerca italiani, fra i quali il nostro dipartimento di scienza e alta tecnologia (Dsta) – continua – che svolge dall’aprile 2005 proprio in quell’area al confine fra Brescia, Cremona, Modena e Ferrara, analisi paleosismologiche». Vale a dire, l’analisi dei terremoti del passato sulla base dei loro effetti geologici, per poi valutare la pericolosità sismica di un’area. «Storicamente, i più forti eventi verificatisi nella dorsale Ferrarese, sono di intensità tra i sette e gli otto gradi della scala Mcs e in particolare si sono verificati nel 1806, nel 1810, nel 1832 e nel 1928» spiega.«I dati di tettonica attiva, ci mostrano però che la Pianura Padana (e quindi anche quest’area) non è dissimile dalle altre aree sismiche del territorio nazionale – conclude Michetti – Pertanto, con i dati oggi in nostro possesso, possiamo escludere il verificarsi di terremoti di Magnitudo superiore a sette». «Ma nello stesso tempo, non possiamo escludere nell’area epicentrale del terremoto di ieri notte scosse di magnitudo intorno a 6 o 6,5 e quindi intensità di nove gradi Mcs». Che potremmo a questo punto avvertire benissimo anche a Varese.

s.bartolini

© riproduzione riservata