VARESE Clamorosa svolta all’indomani del congresso provinciale. Nino Caianiello, uno dei massimi dirigenti del Pdl e uno dei fautori dell’accordo che ha portato all’elezione di Lara Comi, si è autosospeso dal partito. Al momento Caianiello, leader dell’area laica, non ha alcuna carica dirigenziale, il suo gesto in sostanza equivale alla “restituzione” della tessera. Il perché di un tale terremoto? La decisione è stata assunta nella mattinata
di ieri, poco dopo avere letto l’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica da Viviana Beccalossi, parlamentare e vicecoordinatrice regionale di area ex An. Già al congresso la Beccalossi aveva chiesto una svolta al partito ponendo senza indugio la cosiddetta “questione morale”, ieri però è andata oltre e ha sollecitato alla Comi di prendere nettamente le distanze da Caianiello, di recente condannato a cinque anni per estorsione.
«È una scelta che ho assunto per difendere il partito – ha spiegato Caianiello – sono stato attaccato sul piano personale durante il congresso e ho pensato che fosse la cosa migliore da fare, ne ho parlato con la Comi e con il coordinatore regionale. Mi chiedo comunque per quale ragione la Beccalossi, che è bresciana, sia venuta a porre queste questioni a Varese e tace di fronte a situazioni a lei più prossime e sicuramente non meno gravi della mia».
La Comi ha preso atto della auto-sospensione con rammarico ed ha espresso solidarietà, umana e politica, a Caianiello: «Non si trattava assolutamente di un atto dovuto – ha detto la Comi – nel nostro partito vale la regola che chi sbaglia paga ma noi siamo per cultura dei veri garantisti e come tale riteniamo che una persona vada considerata innocente sino a che la condanna non è definitiva. Le
regole del resto devono valere per tutti e non solo per Caianiello». Un segnale di sostegno a quest’ultimo è arrivato anche da Stefano Clerici, assessore varesino, area ex An: «Umanamente mi dispiace perché Caiainiello si è sempre speso molto per il partito – ha dichiarato – sul piano politico è necessario che il Pdl adotti regole chiare e uguali per tutte le persone, a vario titolo, coinvolte in vicende giudiziarie».
e.marletta
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