Roma, 23 feb. (Apcom) – Rutelli tenta la mediazione nel Pd sul controverso tema dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali nel testamento biologico. Alla scadenza dei termini per la presentazione degli emendamenti in commissione Sanità al Senato, stamane, Rutelli, a quanto si apprende infatti da fonti a lui vicine, si è attivato “per cercare di avvicinare le posizioni tra le parti e favorire un accordo tra gli schieramenti” sulle ‘dichiarazioni anticipate di trattamento’ (Dat).
In particolare, l’ex leader della Margherita ha presentato un suo emendamento nel quale si conferma che “alimentazione e idratazione sono forme di sostegno vitale” e quindi non figurano nella Dat. Ma che il medico (“cui spetta la decisione finale” attraverso una “interazione e comune valutazione con il fiduciario e i familiari”) nella loro “modulazione e somministrazione” deve valutare le aspettative di sopravvivenza, le condizioni del paziente e non deve “dar corso ad accanimento terapeutico”.
Le divisioni nel Pd su alimentazione e idratazione artificiali
sono emerse già stamattina. La capogruppo in commissione Dorina
Bianchi, infatti, non ha firmato l’emendamento de Pd relativo al
comma 6 dell’articolo 5 del disegno di legge di maggioranza
(presentato da Raffaele Calabrò del Pdl). “In questa prima fase
non ho firmato nessun emendamento relativo a idratazione e
nutrizione, cioè sul comma 6 dell’articolo 5. Nel gruppo ci sono
posizioni diverse, e quello che ha come prima firmataria
Finocchiaro rispecchia la posizione generale del gruppo. Non c’è
da parte mia nessuna polemica. Ma su un punto così delicato, ora
preferisco assumere una posizione equilibrata e tenermi libera
per lavorare ad un emendamento maggiormente condiviso”, spiega la
senatrice. Il termine per presentare gli emendamenti da discutere
in commissione scadeva stamane alle 11.
“Se avessimo avuto più tempo – spiega Bianchi – avremmo potuto
lavorare meglio”.
Rutelli ha poi presentato altri tre emendamenti a sua firma. Uno porta da tre a cinque anni la validità delle Dat. Un altro – per evitare un eccesso burocratico nel rinnovo periodico delle dichiarazioni – stabilisce che “in caso di mancato rinnovo, e della successiva perdita della capacità di intendere e di volere, il medico curante tiene comunque conto della volontà
espressa dal soggetto, fermi restando i principi e i divieti stabiliti dalla presente legge”. L’ultimo è solo formale: le “indicazioni favorevoli o contrarie all’assistenza religiosa” vengono mantenute, ma distinte dalle indicazioni mediche, con le quali il testo Calabrò crea un’inopportuna commistione. Per il resto, il senatore democratico ha firmato gli emendamenti Pd sulle “cure palliative” (primo firmatario Ignazio Marino) e sulla rete per organizzarle.
“Come senatore, e non come rappresentante di una corrente
interna al Pd – ricordano le fonti – Rutelli aveva in realtà già
votato a favore di 14 delle 15 proposte avanzate nella mozione
del Pd”. Salvo il tema dell’alimentazione e idratazione.
Ska
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