VARESE – Ruota attorno a un’eredità milionaria e a un testamento sospetto il processo in corso davanti al Tribunale di Varese, dove una quarantenne di Brebbia è accusata di aver falsificato le ultime volontà della vicina ottantenne, morta nell’agosto 2022, per appropriarsi di un patrimonio stimato in circa tre milioni di euro.
Nel corso dell’udienza di martedì 17 marzo, durata oltre due ore, sono stati ascoltati i consulenti tecnici chiamati a esprimersi sull’autenticità del testamento olografo. Le loro conclusioni, però, si sono rivelate diametralmente opposte.
Secondo la consulente della Procura, il documento sarebbe falso, una tesi condivisa anche dall’esperta nominata dalla parte civile, che rappresenta i tre cugini della defunta, indicati come eredi legittimi. Di diverso avviso il perito della difesa, che ha invece sostenuto l’autenticità del testamento, ritenendolo compatibile con la grafia dell’anziana.
Il confronto in aula si è esteso anche agli aspetti procedurali. L’avvocato Gianluca Franchi, legale dei familiari, ha chiesto di acquisire agli atti una consulenza tecnica d’ufficio emersa in un parallelo procedimento civile. Richiesta contestata dalla difesa dell’imputata, rappresentata dall’avvocato Alberto Zanzi, che si è opposto all’ingresso del documento nel fascicolo del dibattimento.
Il giudice Alessandra Sagone si è riservato sulla decisione e ha rinviato il processo al 27 maggio, quando verranno ascoltati i testimoni dell’accusa. Nel frattempo, resta sotto sequestro l’intero patrimonio dell’anziana, tra immobili e disponibilità finanziarie, in attesa che venga chiarita la validità del testamento.













