«Penso proprio di non morire, fatemi invece gli auguri di vita, di vita lunga…». Sorridendo e con garbata ironia, così l’Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, ha risposto, a margine della conferenza stampa che ha illustrato la cerimonia di beatificazione di Don Serafino Morazzone, suor Enrichetta Alfieri e del missionario padre Clemente Vismara – che si terrà domenica in Duomo – ai cronisti che gli chiedevano se quella di domenica sarà la sua ultima celebrazione, in vista della ormai prossima successione alla cattedra di Sant’Ambrogio.
«Lo sa il Padreterno, lo sanno i superiori – ha detto ancora sorridendo l’arcivescovo di Milano – comunque i giornalisti tante volte le azzeccano ma tante altre no…».
Poi Tettamanzi in un ulteriore scambio di battute con un cronista sempre con garbata ironia, a proposito di un predecessore sulla cattedra di San’Ambrogio che si chiamava anche lui Dionigi ha detto: «Quel Dionigi fu mandato in esilio – ha detto Tettamanzi – e il suo successore (che il cronista ha ricordato diventò noto per essere stato chiamato ‘l’usurpatore») era un vescovo ariano, eretico: e comunque il corpo di San Dionigi è nel Duomo di Milano«. E invece l’usurpatore? Ha replicato il cronista: «Beh – ha risposto il cardinal Tettamanzi – quello non diventò santo».
e.marletta
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