VARESE Ricordate quella multa per divieto di sosta a Lugano mai arrivata a casa? Quell’ingresso in zona a traffico limitato in Ticino che sembrava passato inosservato? Ora cambia tutto. In Canton Ticino, da due settimane, è stato attivato un nuovo sistema per contestare le violazioni al codice della strada inferiori ai 121 franchi, che dal 2009 non venivano praticamente più indirizzate agli automobilisti italiani. Ora la svolta: le nuove multe arriveranno eccome. Ed è probabile anche una “stangata” per 40-50 mila vecchie contravvenzioni mai consegnate.Nell’ultimo anno, in molti si erano accorti della “dimenticanza” dei poliziotti oltreconfine e ne avevano approfittato. Ora però la Polizia Cantonale si prepara alla massima severità e in Ticino la svolta è vissuta un po’ come la messa in riga dei “furbetti” italiani. Ieri il Giornale del Popolo annunciava «Automobilisti italiani fuori dalla “casta”», con l’avvio del giro di vite e la fine della «pacchia» durata più di un anno. Ma cosa è successo esattamente? È successo che per anni la Polizia Cantonale, per rintracciare la targa e i dati degli automobilisti italiani “pizzicati” in terra elvetica, si era rivolta al Centro comune di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso, oberandolo di lavoro. E così nel 2009, il Ccpd aveva deciso di alleggerire il
carico a cui era sottoposto, assicurando il servizio solo per le contravvenzioni con reati o incidenti superiori ai 121 franchi di sanzione, tagliando le richieste del 40%. Dallo scorso anno, insomma, per infrazioni lievi in Ticino farla franca era diventato semplice. Ma ora la musica cambia: «Da due settimane la Polizia Cantonale ticinese ha accesso immediato al Pubblico registro automobilistico italiano – spiega il capitano Cristophe Cerinotti, dirigente svizzero del Ccpd – una convenzione firmata con l’Aci permette un servizio in abbonamento». L’Aci conferma: «È stata attivata una convenzione con i vigili svizzeri per l’accesso al Pra, che consente di arrivare all’intestatario dei veicoli e agli indirizzi». In realtà, anche prima la Polizia Cantonale avrebbe potuto accedervi, ma pagando (come chiunque) per ogni singola richiesta, quindi con operazioni onerose e complesse. «Adesso, per le infrazioni commesse in Ticino non ci sono più possibilità di scampo – chiarisce Cerinotti – sarà notificato il 100%. Inoltre l’invio della contravvenzione avverrà molto più rapidamente». E si prevede anche un effetto retroattivo: «È probabile che la Polizia Cantonale decida di inviare anche le vecchie contravvenzioni non scadute – avverte il capitano – che non sono poche: stando alla media di richieste che avevamo, siamo tra 40 e 50mila multe».Piero Orlando
s.bartolini
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