Chiuso – è il caso di dire: finalmente – il mercato estivo, mister è soddisfatto: «Abbiamo ottenuto tutto quel che cercavamo. Anzi, di più: l’innesto di è la ciliegina che ci consente di ampliare la batteria degli esterni».
Inutile girarci attorno, però: è l’uomo del destino, quello che deve garantire i gol pesanti. «Mi sarebbe piaciuto schierarlo fin da Cesena – dice il tecnico – ma per i motivi che sappiamo non è stato possibile. Sono felice che alla fine sia arrivato, ma adesso è il momento di mantenersi lucidi nei ragionamenti: il giocatore non va caricato di aspettative, anzi, noi dobbiamo dividere con lui la pressione. Perché lui sa che deve segnare, ma noi sappiamo che da oggi dovremo dimostrare di saperlo innescare».
Però ci scommette forte: «Sono sicuro che per Pavoletti sarà l’anno della consacrazione. E se andrà così, sarà anche perché noi siamo stati capaci di farlo tirare in porta non una, ma più volte in ogni partita». Il discorso sfocia inevitabilmente nella questione tattica: «Il modulo, per ora, non cambia: la squadra ha bisogno di certezze, quindi continueremo nel solco di quanto proposto finora. Il 4-4-2 è un bene rifugio che i ragazzi conoscono e praticano con regolarità. Poi, col tempo, vedremo se sarà il caso di cucire un altro abito su questo Varese».
Quindi, a Latina si ripartirà da -: «Per voi magari è chiaro, per me è presto: devo verificare le condizioni di tutti e scegliere, sapendo che ha piccoli guai muscolari e pensando a quanto visto fin qui. Mi piacerebbe che ripartissimo dalla furia agonistica del quarto d’ora finale col Modena: voglio vedere quella cattiveria sempre, non solo a tratti».
Un altro motivo di riflessione è lo scambio : «Se una squadra di serie A ha voluto il nostro terzino un motivo c’è. Laverone è un giocatore diverso, a cominciare dalla struttura fisica: si giocherà il posto con ». Non a caso Sottili in apertura ha citato Falcone: ne è intrigato. «È un giocatore molto più offensivo dei compagni di reparto – osserva – ha qualità peculiari che dovremo sfruttare. Farlo giocare già domenica? È a disposizione, vediamo come sta».
Pavoletti è Pavoletti, ma l’allenatore biancorosso stravede per Forte. «Si è adattato da esterno perché serviva lì, ma il ragazzo mi ha convinto per talento e personalità: ho detto io a di tenerlo, lui è stato d’accordo perché ha visto la stessa crescita esponenziale. Forte ha le gambe per attaccare la profondità sui 30-40 metri: una dote rara, infatti è l’unico con queste caratteristiche nel nostro gruppo. Insomma, è una variante importante della quale non era giusto privarci».
L’altra faccia del mercato è la rosa pletorica: «Ad oggi ho trenta giocatori: impossibile allenarli tutti insieme. Serviranno disponibilità e buonsenso: quelli che non giocheranno svolgeranno sedute differenziate, nel rispetto totale della loro dignità di calciatori professionisti. E con l’augurio di trovarsi presto una squadra».
La chiusura è… scolastica. La pagella della sessione estiva: «Le gerarchie della B sono cambiate rispetto alla prima giornata. Varese a parte, diverse squadre si sono rinforzate: soprattutto , e hanno portato a casa tanta roba». E i prossimi avversari? «Ho i dvd e li sto studiando da giorni, ma con tutta la gente nuova che hanno preso serve fino a un certo punto…».
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