– “Tre metri sopra… Bobbiate”. E sono molti di più quelli che permettono di ammirare il rione da una prospettiva più che inedita grazie al racconto di . «Sono nativo di Bobbiate – spiega – Ci vivo da sempre e piazza Bossi è la mia casa. Di professione faccio l’operatore di piattaforme aeree, in pratica sono autista di quelle grandi macchine che vengono utilizzate in tantissimi settori, dal giardinaggio fino all’edilizia». Si tratta di macchine che richiedono conoscenze e responsabilità particolari.
E proprio grazie al suo lavoro – che racconta di una quotidianità fatta di fatiche, preoccupazioni, ma soprattutto di emozioni indimenticabili – ha potuto, in tutta sicurezza, girare immagini straordinarie. Per condividere filmati e immagini Paganella usa il proprio profilo social su Facebook, dal quale spuntano anche immagini dal centro città: il campanile, le gru, tetti e comignoli, il Sacro Monte da una parte e Giubiano dall’altra con la catena dei monti a fare da sfondo. «La zona è quella accanto alla chiesa della Motta, dove ci trovavamo per la potatura dei platani». «Ho visto parecchie città dall’alto grazie ai nostri mezzi, girando panoramiche anche di Milano, Bergamo o Genova». E per caso è capitato anche nel suo quartiere natio. «Quella mattina mi trovavo a Bobbiate, nel terreno di una villa del rione, per la potatura di alberi. Durante il lavoro, guardandomi attorno, mi sono reso conto che, nonostante ci fossi nato, non avevo mai visto il mio rione da quella posizione».
Un meraviglia che non ha tenuto solo per sé. Così Eugenio, che non è nuovo a questi video, foto o disegni, ha realizzato la ripresa. «L’ho fatto sia per me che per gli altri. Per dare possibilità a tutti di vedere la nostra casa dall’altro».Come un provetto divulgatore, allora, si è adoperato per raccontare le immagini e offrire ai componenti del gruppo di “Sei di Bobbiate se…” una visione del rione originale e irripetibile. «Avendo il privilegio di vedere tutti i giorni panorami del genere, ho pensato di fare questo regalo». Infatti, se non volando o
svolgendo la stessa professione di Eugenio, sarebbe impossibile farlo. «Al lavoro siamo sempre in sicurezza e uno dei motivi che ci porta a fare riprese e foto è proprio quello che nessun altro potrebbe salire». Si è delineata in questo modo la “piantina” del quartiere, come in una visione generata da Google Earth, il software che crea immagini della Terra grazie a satelliti, foto aeree e topografia. I punti di riferimento principali sono riconoscibilissimi, tra le nuvole, «il centro del paese, la chiesa, il famoso condominio della piazza e in lontananza il monoblocco dell’ospedale di Circolo».
«Girando spesso per lavoro anche nel Nord d’Italia, ho avuto l’occasione di vedere tante cose, ma mai la mia casa e confesso che la cosa mi ha emozionato molto». Ma cosa cambia a pochi metri dal cielo? «È una prospettiva totalmente diversa, cambia l’effetto. La sostanza delle cose rimane la stessa, ma gli edifici dall’alto danno un’idea di ampiezza che al suolo non si percepisce. Magari spesso si ha l’impressione di vivere in un luogo angusto o con un orizzonte vicino, ma basta salire di qualche metro per accorgersi che cambia totalmente il colpo d’occhio».













