Topo d’appartamento inseguito e arrestato

CARDANO AL CAMPO Topo d’appartamento bloccato dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Gallarate: aveva appena ripulito quattro appartamenti, tre a Cardano e uno a Gallarate. Recuperata la refurtiva, si cercano i due complici di Emiliano D., 35 anni, italiano di etnia Rom domiciliato in un campo nomadi di Vercelli.

Il blitz è scattato nella serata di mercoledì: il trio di malviventi è stato intercettato da una pattuglia del Norm in via Giovanni XXIII a Cardano a bordo di un’Audi. L’auto non risultava rubata: è intestata alla sorella dell’arrestato (anche lei con precedenti per reati contro il patrimonio). Per non farsi “identificare” la banda aveva messo a punto un camuffamento artigianale: dopo aver stampato degli adesivi simil-targa con numeri appartenenti ad altri (i carabinieri hanno recuperato uno stick con targa intestata a un’azienda di trasporti di Lecco assolutamente estranea alla vicenda) coprivano le reali insegne dell’Audi gettando fumo negli occhi a chiunque avesse preso nota delle cifre.

Quando i militari hanno avvistato il trio, la banda si è data alla fuga: l’Audi è stata lanciata a tutta velocità fondando i sospetti degli uomini dell’Arma. L’auto, inseguita dalla pattuglia, è stata abbandonata in via Novaj e il trio ha tentato di sparire a piedi. Emiliano D. è stato bloccato in questo frangente; con lui i militari hanno recuperato anche la macchina carica di refurtiva.

«Gli oggetti ritrovati sono riconducibili a quattro diversi furti – ha spiegato il capitano Michele Lastella comandante della compagnia gallaratese dell’Arma – Tre messi a segno a Cardano, tutti in via Giovanni XXII, il quarto, antecedente, ai danni di un’abitazione di via Grandi a Gallarate».

Quando i militari hanno intercettato i ladri, la banda aveva appena ripulito l’ultimo alloggio cardanese: si tratta di tre abitazioni una contigua all’altra. «In auto sono stati trovati un piede di porco, un flessibile, cacciaviti, e tre scanner sintonizzati sulle frequenze dei carabinieri della nostra zona. Tutti arnesi atti allo scasso – ha detto Lastella – Sempre in macchina è stato trovato un foglio con le frequenze dei militari di Legnano, Milano, Como e Novara. Questo fa supporre che la banda agisse anche lì».

Il bottino recuperato consiste in una quarantina di video giochi, due Playstation, una Wii, due orologi, occhiali per la visione in 3D. Al momento non è chiaro se i due fuggiaschi abbiano portato con loro parte del bottino: se così fosse potrebbe trattarsi di monili in oro, ma le vittime sono ancora impegnate in un inventario.

L’arrestato non ha rivelato nulla sui complici: avrebbe parlato di un cittadino marocchino e di un albanese. Gli inquirenti, però, non gli credono. Del resto l’uomo, che ha precedenti per furto e ricettazione, ha anche asserito che quello finito con il suo arresto, era il suo primo furto.

f.tonghini

© riproduzione riservata