Anche , la mitica vecchia gloria della pallacanestro Varese, dall’alto dei suoi due metri di altezza, ha firmato la petizione del comitato #Varese2.0 per dire no al parcheggio della Prima Cappella. «Lasciamolo stare Bob Morse, non tiriamolo per la giacchetta – dice il sindaco – Non abita a Varese, non può conoscere i problemi. La sua firma dimostra come operano certe persone».
Il riferimento è ovviamente al comitato, «che si commenta da solo dal momento che prima ha chiesto la commissione e poi non la vuole più – continua il sindaco – Io non aggiungo niente dal momento che con me non sono mai venuti a parlare».
Questo all’indomani dell’assemblea che si è svolta mercoledì sera negli spazi della galleria Ghiggini, davanti a un centinaio di persone, delle quali un buon numero residenti al Sacro Monte, ed esponenti dell’opposizione tra cui del Pd,di Varese&Luisa edi Sel. C’erano anche esponenti di Casa Pound.
«L’11 aprile abbiamo avanzato la richiesta di accesso agli atti. Dopo un mese abbiamo interessato un consigliere comunale e la risposta è stata che la richiesta è stata indirizzata alle persone sbagliati. È chiaro che questa è una scusa strumentale. Non abbiamo ancora deciso se andare o meno in commissione, mi ha confortato il sostegno dell’opposizione» ha chiarito , una delle anime del comitato.
La prossima azione è il ricorso al Tar: «Lo faranno le associazioni ambientaliste perché il peso legale è maggiore».
La pratica costerebbe circa cinquemila euro, soldi che potrebbero essere reperiti anche con una colletta. L’ipotesi del ricorso al Tar è stata accolta dadi Legambiente, che pur rimane scettico: «Tutte le volte che ci ho provato non ho mai ottenuto nulla». Un’altra ipotesi potrebbe essere FareVerde, associazione legata alla destra politica.
A tener banco all’assemblea la relazione di
biologo residente nella palazzina confinante sul terreno, che ha presentato alcune «osservazioni sulla valutazione del rischio ambientale sulla base degli atti della procedura di autorizzazione». Secondo lui il parcheggio non s’ha da fare per il pericolo di intaccare il reticolo di grotte sotterrane. Va detto che il Parco dei Fiori ha espresso una valutazione positiva sul progetto, ma secondo Argentesi ci sono parecchi dubbi: «Anche perché non sono state valutate alternative al progetto».
«Sono state invece pensato misure compensative – prosegue– Per esempio è previsto un geologo sul posto per monitorare lo scavo e ordinare la sospensione dei lavori nel caso si intercetti il reticolo di grotte sotterranee». «L’area parcheggio in quella posizione è compatibile con il nostro piano di coordinamento del parco – risponde , presidente del Campo dei Fiori, sentito successivamente al telefono – La scelta di fare lì il parcheggio è stata valutata non solo da noi, ma anche da Regione Lombardia, tenendo conto del piano geologico sul carsismo. Siamo in una botte di ferro: il parco ha fatto la valutazione di incidenza e ha valutazione specifica del sistema carsico sotterraneo. Il geologo è previsto, ma come un cautela in più che garantisce tutti». Secondo il comitato i dubbi sulla valutazione del rischio ambientale potrebbero essere oggetto di un esposto alla Magistratura.
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