Tra writers e bimbi un gioiello che piace Parcheggio escluso

Tra writers e bimbi
un gioiello che piace
Parcheggio escluso

L’uomo che sussurra ai piccioni appare a villa Augusta tutto vestito di blu, orologio compreso, e come per incanto almeno trenta pennuti gli si mettono intorno, seguendolo passo passo per i prati spelacchiati dal caldo africano.

Non si chiama Francesco ma , origini siciliane di Reitano, in provincia di Messina, e da diciannove anni ogni giorno viene al parco pubblico, prima con il fedele cagnolino Chicco poi solo o con la moglie, e “controlla” che tutto proceda per il meglio.

«Sono in pensione, ho lavorato come controllore nei trasporti pubblici, mi piace star qui con i bambini, li sorveglio, parlo con i loro genitori e le baby sitter, ripulisco le aiuole dai rifiuti, eseguo anche qualche piccola riparazione, come quella dell’altalena, il cui sedile era pericolante».

Beato tra i piccioni, Giuseppe è un personaggio d’altri tempi, scrive indovinelli e poesie, canta e tiene nel portafogli la fotografia del fratello Salvatore, «che al primo tentativo in politica è diventato sindaco di Reitano. Lo ammiro, ci somigliamo come due gocce d’acqua».

E ci saluta recitando uno dei suoi rebus: «La bacio tanto finché finisce e muore. Cos’è?» Naturalmente la sigaretta, che il controllore aborre, da buon salutista.

Villa Augusta un mattino di fine agosto è popolata quasi soltanto da mamme o baby sitter con bambini in età da asilo, il parco tutto sommato non è malmesso, il verde è accessibile, gli alberi quasi tutti in buona salute, i rifiuti in giro non sono molti, giusto qualche bottiglia di plastica e sacchetti assortiti.

i è di Vedano Olona, ma viene qui almeno tre volte alla settimana con due gemelle di due anni cui fa da bambinaia: «È l’unico modo per farle stare tranquille, si divertono un mondo sull’altalena. Il giardino è pulito, vedo spesso gli addetti del Comune, chiacchiero con le altre mamme e le colleghe, il tempo passa in fretta».

Poco distante ci sono i quattro tigli secolari parte del progetto arboreo originale della villa e oggetto del contendere tra fautori e negatori del parcheggio sotterraneo che pende sul parco come una spada di Damocle. Magnifici e in salute, sono tra gli alberi più pregiati, assieme a vari tassi, magnolie grandiflora, faggi rossi e cedri del Libano, e alla splendida quercia da sughero che alligna dalle parti di via Nino Bixio.

Su una panchina poco lontano, , imprenditore di Arsago Seprio, in attesa della moglie, al Del Ponte per una visita, sorveglia il figlioletto che corre felice nel prato: «L’idea del parcheggio è assurda, bisogna incentivare le biciclette e i mezzi pubblici, il verde non va mai toccato. C’è la mania del cemento, si continua a costruire mentre ci sono decine di case sfitte e vuote che cadono a pezzi. Qui è la prima volta che ci vengo, ma il parco mi sembra ben tenuto, l’unica mancanza è di una fontanella, magari i bimbi si sporcano con la terra e una lavata veloce non guasterebbe».

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