Malato di aids contagia la moglie ignara di tutto: per l’accusa lo fece consapevolmente.
Chiesto il rinvio a giudizio per un uomo di 42 anni, un lungo elenco di precedenti alle spalle, che ieri davanti al gup di Varese rispondeva dell’accusa di lesioni gravissime (l’aggravante dipende dall’attuale incurabilità della patologia trasmessa alla consorte).
Lei, marocchina di 38 anni, ha scoperto tutto per caso. Per caso ha scoperto di essere sieropositiva e, sempre per caso, anni dopo ha scoperto che il consorte era al corrente del suo stato di salute almeno da un anno prima di incontrarla e di avere con lei rapporti non protetti.
La donna, assistita dall’avvocato, oggi è in fase di separazione dal marito sul cui capo tra l’altro pendono altre denunce per i maltrattamenti che avrebbe inflitto alla moglie durante la loro sciagurata unione.
I fatti. I due si conoscono nell’ottobre 2006; la donna viveva da anni in Italia con la famiglia ed era in possesso di regolare permesso di soggiorno. Pare che la vittima sia molto tradizionalista e al momento dell’incontro con il futuro marito fosse illibata.
Ligia alle regole che vigono nel suo Paese d’origine quando lui la chiede in moglie, attraverso il consolato, ottiene il permesso delle autorità marocchine di convolare a nozze.
Questo avviene nel 2007. Pochi mesi di vita comune e lei inizia a sentirsi male: spossatezza, febbre, uno stato di cattiva salute mai provato prima. All’inizio il sospetto è che la donna abbia contratto la mononucleosi. Quel malore persevera, però, e la sposa decide di andare a fondo. Il verdetto degli esami è impietoso: è sieropositiva. Lei parla con il marito: è il solo uomo che possa averle trasmesso la malattia.
E lui cade dalle nuvole; si dispera, dice di non sapere (siamo nel 2008) si sottopone a sua volta a degli esami. Sieropositivo anche lui.
La coppia decide di accettare unita la malasorte. Ma poi lui avrebbe iniziato a maltrattare la donna arrivando a ferirla con una scarpata alla testa e ad aggredirla in pubblico in piazza Repubblica.
Nel 2011 lei, che stava già meditando di chiedere la separazione, rassettando in casa trova però un referto datato 14 ottobre 2005 nel quale si attesta la sieropositività del marito. E capisce l’inganno. Inganno confermato dalle cartelle cliniche acquisite dal pubblico ministero che ha coordinato l’inchiesta. E il 17 luglio si torna in aula.
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