Tredicenne scomparsa a Somma Lombardo

Cora Zardini non arriva a scuola, scattano le ricerche
Si segue una pista che porterebbe fino in Francia

Ore di grande angoscia a Somma Lombardo per la scomparsa di Cora Zardini, 13 anni, di cui non si hanno notizie dalla mattina di ieri, lunedì 17 febbraio. La ragazza non si è mai presentata a scuola e l’allarme è scattato quando il nonno, andato a prenderla all’ora di pranzo, non l’ha trovata. Da oltre 24 ore sono in corso le ricerche.

La vicenda si inserisce in una situazione familiare particolarmente complessa. Cora era rientrata in Italia lo scorso 20 dicembre, dopo essere rimasta per quasi quattro anni lontana dal Paese. Nel marzo del 2022 la madre l’aveva portata in Costa Rica, poco dopo che il tribunale aveva disposto l’affidamento esclusivo al padre, Stefano Irish Zardini, che solo pochi mesi fa aveva potuto finalmente riabbracciare la figlia e reinserirla nella vita quotidiana, accanto ai due fratelli.

Ieri mattina, però, tutto è precipitato. Intorno alle 7.40 Cora si è incamminata a piedi dalla zona del Castello, dove vive il nonno, diretta alle scuole di via Marconi. Lungo quel percorso sono presenti diverse telecamere di videosorveglianza, ora al vaglio degli investigatori. Nonostante questo, resta un vuoto temporale di circa cinque ore durante le quali non è chiaro cosa sia accaduto. Gli inquirenti cercano di capire se la ragazza sia stata avvicinata da qualcuno o se possa essere salita su un’auto.

Le ricerche sono state attivate immediatamente dai carabinieri. Nel frattempo è emersa una possibile pista che porterebbe fino in Francia. Si tratta al momento di informazioni frammentarie, ma il padre è stato avvisato nella giornata di oggi e si sta dirigendo in auto verso il luogo segnalato, nella speranza che tra le persone fermate dalla polizia francese possa esserci anche sua figlia.

Zardini lancia un appello pubblico: «Mia figlia è sparita e da 24 ore nessuno sa dove sia». L’uomo ricorda che l’ex moglie avrebbe potuto incontrare Cora solo in spazi neutri, che però non erano ancora stati attivati, anche se tra madre e figlia continuavano i contatti via mail e messaggi. A preoccupare ulteriormente è il fatto che la donna sia ancora in possesso del passaporto della ragazza.

«Più volte avevo segnalato ai Servizi sociali questi scambi e il rischio che potesse accadere di nuovo qualcosa di simile – racconta – ma nessuno ha mai ritenuto necessario ritirare il passaporto. Ancora una volta mi sono sentito lasciato solo. E ora sono di nuovo senza mia figlia accanto a me».