VARESE – Nuvole nere e minacciose all’orizzonte, c’è poco da stare tranquilli: il calcio italiano, tanto per cambiare, trema. Nella mattina di oggi (attorno a mezzogiorno) il procuratore federale Palazzi emetterà i primi deferimenti nell’ambito della vicenda calcioscommesse: ci si aspetta il pugno duro per Albinoleffe, Ascoli, Bari, Grosseto, Reggina, Modena e Padova. Meno grave la situazione di Brescia, Crotone, Empoli, Livorno, Pescara, Sassuolo, Verona e anche Varese (solo lambito dall’inchiesta).
La società biancorossa è stata tirata in ballo per i contatti telefonici avuti tra l’ex capitano Pesoli e il superpentito Gervasoni, in occasione delle partite Siena-Varese (telefonate) e Varese-Piacenza (sms). Nel primo caso i biancorossi persero 5-0, nel secondo vinsero senza concedere nulla agli emiliani in lotta per non retrocedere. I tifosi possono dunque stare tranquilli? Ni: l’ipotesi più probabile sembra possa essere una multa per omessa denuncia che non comporterebbe alcuna penalizzazione di classifica. Ma per essere certi che non si verificherà alcuno sgradito colpo di scena, bisognerà aspettare.
Stefano Amirante è uno dei legali che sta seguendo, per conto del Varese, tutta la vicenda: «È necessario – ha detto – fare un po’ di chiarezza: oggi usciranno i deferimenti, che non vanno assolutamente intesi come delle condanne. Il deferimento altro non è che una richiesta di giudizio, l’equivalente di quello che nel
diritto penale viene chiamato rinvio a giudizio. Una volta emessi i deferimenti, verrà fissata un’udienza che possa portare a una sentenza definitiva: e nella giustizia sportiva i tempi sono molto rapidi. Si arriverà a chiudere la vicenda per la fine del mese di maggio, tra il termine della stagione regolare e l’inizio dei playoff».
Viene scontato chiedersi cosa debbano temere i tifosi del Varese: «Al momento – ha chiarito Amirante – è fuori luogo fare previsioni o speculazioni di qualsiasi tipo: bisognerà attendere le 12 di oggi, e poi ci ragioneremo. Di certo, non ci aspettiamo conseguenze più gravi dell’omessa denuncia».
Chissà, forse è stato un caso che con tutta la faccenda del calcioscommesse non c’entra nulla: ma ieri pomeriggio Emanuele Pesoli era al Franco Ossola, mentre il Varese faceva allenamento.
«Sono qui – ha detto – perché continuo a immaginare questo stadio come casa mia, perché a Varese ho lasciato tanti amici fuori e dentro dal calcio, perché avevo voglia di salutare un po’ di gente».
È l’occasione per fare un bilancio del suo anno in serie A alla corte di Sannino: «È stata una bella esperienza, anche se alla fine ho giocato solo dieci partite perché chi è sceso in campo al posto mio ha sempre fatto benissimo. Ho avuto modo di giocare sfide importanti come quella contro la Roma o contro l’Inter, anche se con i nerazzurri un mio erroraccio ha permesso a Milito di segnare».
Fuori dai denti, non ha mai ripensato con rimpianto alla sua decisione di lasciare il Varese per andare a Siena? «Scherzate? Ci ho pensato tante, tantissime volte: specie nei periodi più difficili, quando io facevo fatica a trovare posto in squadra e vedevo che il Varese volava. Però è andata così. E sapete che vi dico? Questo Varese può davvero riuscire dove noi abbiamo fallito un anno fa: non mi sono perso una partita della mia ex squadra, ogni sabato pomeriggio avevo un appuntamento fisso davanti alla tv. E a parte la Sampdoria, non vedo una squadra più forte».
Francesco Caielli
a.confalonieri
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