New York, 12 lug. (Apcom) – La banca svizzera Ubs, il governo di
Washington e quello di Berna hanno chiesto il rinvio del processo
che dovrebbe iniziare domani a Miami, in Florida, per imporre la
rivelazione dei nomi di 52mila clienti statunitensi dell’istituto
di credito.
“La parte ricorrente in giudizio, il
governo degli Stati Uniti, e l’imputato, Ubs, chiedono
congiuntamente con il sostegno del governo svizzero un rinvio
(del processo) per permettere ai due governi di proseguire le
loro discussioni al fine di arrivare a una soluzione in questa
vicenda”, ha indicato un documento reso pubblico oggi.
Su questo documento è segnalato che, in mancanza di accordo, il
processo sarà rinviato di tre settimane, al 3 agosto. Il giudice
Alan Gold, incaricato del caso, non ha ancora fatto sapere la sua
decisione.
Il fisco americano cerca di convincere la giustizia a intimare a
Ubs di sottoporsi alle sue ingiunzioni, sottolineando che
l’istituto di credito ha “sistematicamente e deliberatamente”
violato la legge statunitense. Ma la banca svizzera osserva da
parte sua che se si piegasse alle richieste americane,
inizierebbero i problemi con le autorità svizzere.
Il governo svizzero aveva annunciato mercoledì che assumerà
“tutte i provvedimenti necessari”, anche procedendo al sequestro
dei dati dati bancari, per impedire alla banca Ubs di consegnare
informazioni sui clienti in violazione della legge svizzera che
protegge il segreto bancario.
Cep
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