Tremila urlano: “Serie B, Serie B” Il Varese fa impazzire Masnago

Tremila urlano: “Serie B, Serie B” Il Varese fa impazzire Masnago

di Andrea Confalonieri

Il Varese supera i quarti dei playoff e si fionda in semifinale dopo avere ribaltato il 4-1 dell’andata in uno stadio da brividi, con una squadra da sogno, dopo una partita meravigliosa. Allo Zini i cremonesi lo chiamarono intruso, Cenerentola, Alien e aggiunsero: «L’abbiamo eliminato dal vertice e rispedito in miniera». Ma Alien, se ce l’hai dentro, torna sempre e alla fine ti divora anche il cuore. Gli intrusi danno una lezione che si riassume in una domanda: quante squadre in questa categoria riescono a fare due passaggi consecutivi di cinquanta metri da un lato all’altro del campo e a mandare in porta un uomo con il terzo? La risposta non può essere solo il cuore, che pure c’è ed è bello grosso, ma fantasia e classe incanalate su piedi sublimi. E si riassume in giocatori con un’altra testa come Zecchin, Buzzegoli, Carrozza, Neto (che il Signore lo preservi), Ebagua. Daniele Marantelli, ex raccattapalle di Masnago, giurava di non avere mai visto una cosa come quella di ieri. «Ero a bordo campo per Varese-Inter 1-0 del 67/68 e i passaggi di Buzzegoli o Zecchin in verticale

che tagliano a fette il campo liberando i compagni li vedevo fare a Suarez. Solo Ricky Sogliano, quella volta, riuscì a cancellarlo». Come? «Dicendogli nell’orecchio dal primo all’ultimo minuto quella frase in spagnolo… come si dice?». Hijo de muta, de tuta o una cosa simile.Il Varese costringe il pubblico ospite a lasciare la curva sud sul 5-1, quaranta minuti prima della fine. Il Varese costringe la sua gente, tra centinaia di bandiere biancorosse, a tuonare: «Serie B, serie B». Il Varese costringe Luca Sogliano, schiacciato in panchina da un’emozione enorme perfino per lui, a urlare al telefono più forte di quel boato: «Papà, lo senti questo grido?». Papà, questo è per te. Ora inizia il Mondiale e si entra in una centrifuga dove a decidere sono esperienza, pressione, testa, mentalità e fortuna. Bisogna restare lievi e piccoli pur continuando a correre più forte, a giocare meglio, ad avere il gruppo migliore. Ma non basterà. La differenza la faranno cose minuscole nel grande contesto. Come una parata di Moreau. Come la gestione e il fiuto di Sogliano. Come Sannino: la scintilla vincente dovrà accendersi e partire da lì.

a.confalonieri

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