Tripletta per Luisa Oprandi È ancora lei la poeta bosina

Tripletta per Luisa Oprandi
È ancora lei la poeta bosina

Tripletta per Luisa Oprandi. È lei il nuovo poeta Bosino 2014.

Si è aggiudicata il titolo durante la serata dedicata alla Giöbia, la festa della donna declinata secondo la tradizione locale.

Erano un centinaio i partecipanti alla cena organizzata dalla Famiglia Bosina, associazione che tutela il dialetto e gli usi locali, e dal comune di Varese che ha ospitato la serata nel Salone Estense del municipio.

«La Giöbia, come il falò di Sant’Antonio, fa parte della nostra storia – ha detto il sindaco, Attilio Fontana -. È giusto e bello ospitare qui una tradizione che rappresenta il nostro passato e il periodo nel quale i muratori tornavano al lavoro perché riaprivano i cantieri e salutavano le loro donne».

In finale con la Oprandi sono arrivati: Elisa Ravera terza classificata e Marino Monti, secondo sul podio.

«Nella poesia “A l’era dumèniga dopumesdì” ho descritto il racconto semplice di quando ho trovato la mia gattina randagia» ha spiegato la signora Ravera .

Monti, invece, non è nuovo al concorso. Membro del “Cenacolo dei poeti”, aveva già raggiunto una seconda posizione ex equo e un primo posto nel 2007.

Quest’anno ha presentato “La Maduneta dala Nicia”. «La poesia è ispirata alla nicchia che si trova in un muretto del sentiero che porta al monte Pravarello sopra Viggiù. In quella nicchia c’è una Madonnina che viene sempre omaggiata da “mani ignote” di fiori dal bosco». “’Na sira de màag” è la poesia vincitrice, in rigoroso vernacolo bosino, e racconta «la battaglia del 26 maggio 1859, con le barricate viale Belforte – racconta Luisa -. Sono uscita dal mio solito canone satirico e l’ho dedicata alla storia collettiva della città. Per scriverla mi sono rifatta alla storia autentica del libro di Don Della Valle che racconta l’episodio storico». La professoressa Oprandi, che insegna al liceo Manzoni di Varese, aveva portato a scuola dai ragazzi il testo per raccontare l’evento: «ho pensato che non c’era nessuno che l’avesse raccontato in dialetto». Un’ode dedicata a Varese: prima città liberata per formare lo Stato unitario.

«L’associazione “Varese per l’Italia 26 maggio 1859” ha contattato le centinata di associazioni della provincia per presentare una petizione che conferisca a Varese il titolo di città Risorgimentale, perché proprio qui sventolò per la prima volta il Tricolore».

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