Troppa ansia e stress: un manager su tre sogna di fuggire via

Troppa ansia e stress: un manager su tre sogna di fuggire via


Roma, 20 lug. (Apcom)
– Sui sogni dei manager italiani soffiano i
venti della crisi e a dominare tra le braccia di Morfeo sono il
desiderio di fuggire e di far perdere le proprie tracce. Non
tutti sognano però una fuga solitaria e c’è chi vorrebbe farlo
con una bella donna. Ma, a sorpresa, veline e divette sono
battute da donne decise e concrete, come il ministro
dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. E’ quanto emerge da una
indagine che sarà pubblicata dal mensile Playboy, in edicola nei
prossimi giorni, e condotta su 110 manager, imprenditori e uomini
d`affari, cui è stato chiesto di fare un confronto fra i propri
sogni prima e dopo il difficile momento economico che stiamo
vivendo.

La crisi non avrà forse tolto il sonno ai manager italiani, ma
ha certamente cambiato i loro sogni durante le ore notturne: lo
ammettono ben 6 manager su 10 che dichiarano di non fare gli
stessi sogni che facevano quando la situazione economica era più
rosea. Malgrado si dica che il momento più brutto è passato, il
51% non si dice fiducioso verso il futuro, anzi lo associa
all`ansia, non a caso il 48% dice di sentire il bisogno di
evasione. La notte, agli incubi su crack finanziari e fallimenti,
infatti, si affiancano sogni riconducibili al desiderio di fuga
(32%). Che si tratti di un`isola tropicale (43%), da eleggere
come buen ritiro, o di una grande metropoli, dove “sparire” tra
la folla (40%), nei loro sogni mollano tutto e tutti, e c’è chi
sogna di aprire un chiosco di bibite su una spiaggia di Rio. Ma
con chi sognano di fuggire? Se il 43% dice di sognare di fuggire
da solo, non mancano “compagne di fuga” eccellenti. Il 53% dice
di aver sognato almeno una volta negli ultimi 6 mesi una fuga
avventurosa con Angelina Jolie, ma a dominare sono le signore
della politica nostrana, da Stefania Prestigiacomo (62%) a Mara
Carfagna (49%) e in generale le donne riconosciute come
pragmatiche e concrete, oltre che belle.

Solo il 13% degli intervistati sostiene che l`attuale congiuntura economica non ha influito minimamente sui propri sogni. Il 42% dice che almeno in parte i sogni sono cambiati: oltre chi si vede intento a fuggire, non mancano sogni legati al denaro e a un`improvvisa ricchezza (21%) o al successo (17%). Ma raramente sognano

di chiudere l`affare della loro vita: la ricchezza-onirica ormai arriva anche per loro attraverso lotterie e vincite al super enalotto. L`ansia da cui molti dicono di essere attanagliati sembra avere anche un altro risvolto a livello onirico: l`11% negli ultimi sei mesi ha fatto spesso sogni legati alla salute e al benessere psicofisico.

Incubi o sogni sarebbero, secondo i manager, causati dallo
stress: lo sostiene il 51% mentre il 48% dice di sentirsi troppo
sotto pressione e di aver bisogno di evasione, ma anche di avere
bisogno di uno stacco netto con una routine che non riescono più
a sopportare (45%). Per il 39% questi sogni sono soprattutto un
segnale d`allarme legato al fatto che sono stati caricati di
troppe responsabilità e di aver bisogno di dedicarsi maggiormente
a se stessi, di rilassarsi e di ritrovare un po` di benessere
(33%).

Dai sogni dei manager italiani scompaiono quindi le casseforti,
gli aerei privati, gli elicotteri e le limousine, le scalate alla
borsa, tutte cose sostituite da spiagge ai confini del mondo,
dove essere pressochè da soli o, al contrario, grandi megalopoli
dove potersi confondere tra la folla (40%). Ma c’è anche una
frangia di estremisti che almeno una volta negli ultimi sei mesi
ha sognato di ritrovarsi in mezzo al deserto (36%) o di
“nascondersi” nel cuore di una foresta vergine (23%). Non per
tutti però si tratta di fughe “fantastiche”, il 16% dice di aver
sognato più di una volta di ritrovarsi a casa dei nonni o nel
luogo dove andava in villeggiatura con i genitori, insomma luoghi
legati ai ricordi di infanzia. Ma anche in sogno e in piena fuga
molti manager e imprenditori non sembrano smentire la propria
vocazione: il 65% non si vede completamente nullafacente, ma
impegnato in una piccola attività, magari dietro al bancone di un
chiosco o di un piccolo ristorante su una spiaggetta tropicale.

Red/Apa

MAZ

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