L’allarme arriva dalla Polizia cantonale ticinese, che nelle ultime settimane ha registrato un aumento delle cosiddette “chiamate shock”, raggiri mirati soprattutto alle persone anziane.
Secondo quanto riferito dalle autorità del Canton Ticino, dall’inizio dell’anno sono stati segnalati numerosi tentativi di truffa e almeno quattro casi sono andati a segno, con un danno economico complessivo che ammonta a diverse centinaia di migliaia di franchi.
Il metodo dei truffatori
Il meccanismo utilizzato dai malintenzionati segue uno schema ormai noto. La vittima riceve una telefonata da una persona che si presenta come agente di polizia, medico o addirittura come un parente stretto, spesso un nipote. L’obiettivo è convincere l’interlocutore a consegnare denaro o oggetti di valore.
Una delle versioni più diffuse prevede che il truffatore si finga un poliziotto e comunichi che un familiare è stato coinvolto in un grave incidente. Per evitare l’arresto del parente sarebbe necessario pagare immediatamente una cauzione. In altri casi, chi chiama si presenta come un medico e sostiene che un familiare sia ricoverato e abbia bisogno urgente di cure costose non coperte dall’assicurazione.
In un’ulteriore variante, il truffatore si spaccia per un nipote in difficoltà economica, chiedendo denaro per concludere rapidamente un affare immobiliare o un’operazione urgente.
La polizia spiega che i responsabili sono molto abili nel costruire situazioni credibili e nel mantenere la vittima sotto pressione. Spesso non permettono di interrompere la telefonata, mantenendo la conversazione aperta mentre guidano la persona a recarsi in banca o all’ufficio postale per prelevare denaro o a raccogliere oggetti preziosi presenti in casa. Successivamente organizzano un incontro per il ritiro del denaro o dei beni.
I consigli per difendersi
Per evitare di cadere nella trappola, la polizia invita i cittadini a mantenere sempre un atteggiamento prudente quando si ricevono telefonate con richieste di denaro.
Tra le principali raccomandazioni: non citare mai i nomi dei propri familiari al telefono, interrompere la chiamata se la situazione appare sospetta e contattare direttamente un parente per verificare quanto raccontato. È inoltre fondamentale non consegnare mai denaro o oggetti di valore a sconosciuti e non fornire informazioni sui propri risparmi o sui beni custoditi in casa.
In caso di telefonate sospette è consigliato contattare immediatamente la polizia al numero di emergenza 117 e informare parenti e conoscenti dell’esistenza di questo tipo di truffa, così da aumentare la consapevolezza sui rischi.
Le autorità suggeriscono infine di bloccare le chiamate provenienti da numeri anonimi e, quando possibile, rimuovere il proprio numero dagli elenchi telefonici online.
Le truffe telefoniche, avvertono gli investigatori, sono ormai un fenomeno diffuso che non conosce confini e che richiede la massima attenzione da parte di tutti.













