Tsipras è primo ministro con la stampella di destra

Il leader di Syriza ha giurato grazie all’appoggio dei nazionalisti
«Spezzato il circolo vizioso dell’austerità». E i creditori tremano

– Alexis Tsipras ha ricevuto dal presidente della Repubblica greco, Carolos Papoulias, l’incarico di formare un nuovo governo dopo la vittoria alle legislative di domenica e l’accordo, annunciato ieri mattina, con il partito nazionalista dei Greci indipendenti (Anel) per un’alleanza di governo. Il partito di Tsipras, Syriza, ha ottenuto 149 seggi sui 300 disponibili in Parlamento, due in meno della maggioranza assoluta. E grazie all’intesa con Anel, che ha conquistato 13 deputati , potrà varare il nuovo esecutivo. Comunque, adesso che la vittoria è in cassaforte e una maggioranza di governo è stata trovata, Tsipras dovrà fare i conti con la nuda realtà dei numeri. È questa la considerazione prevalente tra gli analisti finanziari dopo il voto di domenica.

Il voto dei greci «ha spezzato il circolo vizioso dell’austerità» ha dichiarato poche ore dopo la vittoria Tsipras di fronte alla folla festante riunita all’università di Atene. Il prestito internazionale «è un fatto del passato», ha aggiunto, dichiarando di voler «negoziare con i nostri partner internazionali» per trovare una soluzione accettabile alle due parti. «Il problema del debito è un problema europeo, non greco», ha chiarito Stelios Papas, coordinatore di Syriza per la politica europea. Dopo la vittoria elettorale, spiega, il nostro messaggio all’Europa è che «serve un nuovo rapporto fra la Grecia e i vertici europei, siamo tutti membri dell’Unione Europea alla pari con gli stessi diritti degli altri Paesi». Molti Paesi, compresa l’Italia, comprendono meglio questa situazione «rispetto al passato» perché «hanno lo stesso problema della Grecia, un problema di debito», afferma Papas. «Siamo pronti a fermare quella che è una catastrofe umanitaria, creando un grande fronte contro l’austerità».

L’attuale situazione economica della Grecia è molto delicata, anche se il 2014 ha visto alcuni segni positivi, Atene presenta un debito pubblico di oltre 300 miliardi di euro, ma soprattutto il debito lordo con l’estero del settore pubblico e privato è una montagna da 416 miliardi di euro secondo i dati aggiornati a fine settembre della banca centrale di Grecia di cui 228 miliardi di euro sono i prestiti concessi per il salvataggio del Paese. Il debito greco oggi grava

sui partner europei e le istituzioni come il Fondo monetario internazionale, mentre l’esposizione degli investitori privati, in primo luogo banche, nel corso degli ultimi anni si è notevolmente ridotta. Sulla base dei dati della Banca europea dei regolamenti, al 30 giugno 2014 il sistema bancario internazionale vantava crediti nei confronti della Grecia per 53,8 miliardi di euro oltre a 34 miliardi di potenziale esposizione sulla base di contratti su derivati (7,5 miliardi), estensione di garanzie (19,5 miliardi) e impegni di credito.

Proprio questa situazione economica precaria ha fatto sì che i leader mondiali accogliessero in modo diverso la vittoria di Tsipras. Da una parte gli entusiasti, dall’altra i cauti, che cercano di aprire un dialogo con il nuovo premier greco. Uno dei primi a congratularsi con Tsipras è stato il presidente russo, Vladimir Putin, che «ha espresso fiducia che Grecia e Russia potranno proseguire lo sviluppo della loro tradizionale cooperazione costruttiva, in tutti i settori, e lavoreranno insieme in modo efficace per la soluzione dei problemi attuali in Europa e nel mondo». Dal presidente francese, François Hollande, è invece arrivata una telefonata per invitare il primo ministro greco a «recarsi presto a Parigi». Il capo del governo conservatore di Spagna, Mariano Rajoy, ha inviato un messaggio di congratulazioni a Tsipras. «Spero che questo risultato elettorale conduca alla formazione di un governo stabile e impegnato per il progetto di integrazione europea che condividiamo, in Spagna e in Grecia», ha scritto Rajoy. La Spagna sarà chiamata alle urne a novembre e il partito Podemos, molto vicino a Syriza, è accreditato del secondo posto. Dal Vaticano arriva un’apertura di credito nei confronti del nuovo corso di Atene: «Occorre leggere nel risultato elettorale greco un’opportunità per l’Europa», suggerisce l’“Osservatore Romano” in un commento a firma di Mario Benotti. Si tratta, afferma il giornale vaticano, di «un’occasione da non perdere che sarà tale, però, solo se sarà accompagnata da una forte azione di responsabilità politica».