«Nove anni fa sono nato un asseconda volta». A parlare è: 53 anni residente a Frascati e ristoratore. Leopoldo è affetto da una sordità profonda sin dalla nascita. La sua infanzia, la sua adolescenza, così come la sua vita sino a nove anni fa, sono state dettate da spirito di sacrificio e tanta tenacia. Leopoldo, infatti, grazie al sostegno dei suoi familiari ha frequentato la scuola, diplomandosi al liceo classico, senza essere affiancato da un’insegnante di sostegno. «Ho imparato a leggere il labiale, ma per conseguire i risultati dei miei compagni ho fatto il doppio della fatica. Quando gli altri bambini andavano a giocare a pallone, io tutti i giorni andavo da un professore di fonetica. Così, ho imparato a parlare». Il signor Leopoldo è venuto a conoscenza del reparto di Audiovestibologia di Varese per caso: il presidente del Lions Club di Frascati gli ha parlato della dottoressa . «Prima di quel momento molte persone mi avevano assolutamente sconsigliato l’impianto cocleare perché mal informate. Dopo che ho incontrato la dottoressa Cristofari, che mi ha fatto incontrare alcuni suoi pazienti
che si erano sottoposti all’intervento, non ho più avuto dubbi: dovevo sottopormi all’operazione per un impianto cocleare bilaterale. E così ho fatto». La sua vita, prima dell’intervento, era stata una vita di esclusione. «Avevo difficoltà di comunicazione, di relazione e non potevo essere autonomo nemmeno sul lavoro perché non riuscivo a interagire, senza il supporto dei miei genitori, con i clienti. Ora mi sono iscritto anche alla facoltà di Lettere e Filosofia e sono prossimo alla laurea». Leopoldo ci tiene a sottolineare l’importanza di investire negli impianti cocleari. «È vero che questi dispositivi, tecnologicamente avanzati, e tutta la lunga fase di riabilitazione successiva hanno dei costi elevati che pesano sulle casse dello Stato. È importante però capire che io ora non sono più in una situazione invalidante: sono autonomo e anche la mie prestazioni lavorative sono migliorate. Costa sicuramente molto di più farsi carico a vita di un invalido sordo muto che necessita di diverse figure professionali che lo affiancano per tutto l’arco della vita e di una pensione a carico dello Stato che gli permetta di mantenersi».













