Ogni italiano trasforma in spazzatura 600 euro di alimenti all’anno. Comportamenti scorretti che hanno ripercussioni economiche e ambientali. Eppure il 56% degli intervistati manifesta attenzione per il rispetto dell’ambiente, ma solo il 24% dichiara di essere pronto ad intraprendere nuovi stili di vita che possano incidere positivamente nella lotta allo spreco alimentare. Sono questi alcuni dei dati emersi da un sondaggio sugli sprechi alimentari promosso dall’Università di Milano-Bicocca, Legambiente Lombardia, Prothea e FEM2-Ambiente, spin off dell’Ateneo. L’inchiesta condotta su oltre 4000 cittadini è una delle tappe del progetto “Ridere in Casa” nato con lo scopo di ridurre gli sprechi domestici e
tutelare i consumatori. Cosa significa infatti che un cibo scade? Quali sono gli obblighi di legge e quali invece le componenti biologiche che possono deteriorare un prodotto agroalimentare? Per rispondere a queste domande gli ideatori del progetto hanno avviato una serie di studi presso lo ZooPlantLab dell’Università di Milano-Bicocca che hanno portato alla redazione di una guida critica al consumo e ad organizzare incontri per discutere su come trasformare lo spreco in risorsa, educare a un consumo sostenibile e far conoscere l’importanza del cibo e dell’acqua. Verranno proposte inoltre nuove soluzioni per la conservazione dei prodotti freschi e sistemi alternativi di distribuzione.
u.montin
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