Sta volta ha vinto il “Paletto”. I candidati sindaco di Varese, oggi impegnati alle urne, si sono misurati ieri sul campo dell’oratorio di San Vittore e ne è uscito un vincitore.Ma per tutti, sul quel sintetico rosso, ha vinto il “Paletto” col suo spirito di condivisione, gioco e gioia.In tanti hanno scoperto solo con la “12 ore”, il torneo settembrino che da anni caratterizza l’oratorio del centro. Ed era ora che la città si accorgesse di questa preziosità. Ha vinto lo spirito sportivo, ma anche l’agonismo di chi non vuol giocare coi figli per vincere. Hanno vinto le donne che, in un gioco prettamente maschile, sono scese in campo di prima mattina sotto la pioggia scrociante.Ha vinto La casa di Paolo che ha creduto nella disciplina marchio di san Vittore. Hanno vinto impiegate, ragionieri, mamme, giornalisti, politici o avvocati, che si sono messi le braghette corte per tirare un calcio ad un pallone. Hanno vinto quelli che hanno fatto un passo avanti verso un altro. Hanno vinto gli amici che si son ritrovati attorno a un tavolo a fare il tifo, a far festa e a far pettegolezzi. Ha vinto chi è
arrivato dal Cile e chi da piazza Motta. Han vinto quelli che han voluto bene. Ha vinto chi è entrato in campo come un leone per poi arenarsi sulla prima panchina.Ha vinto chi ha mangiato la salamella dei Monelli della Motta o ha fatto colazione con le brioches quando ancora non c’era nessuno in campo. Han vinto quelli che non c’entravano e che son centrati Ha vinto chi ci ha creduto anche quando nessuno ci credeva. Ha vinto chi è arrivato in finale e chi si è fermato agli scontri diretti. Ha vinto l’oratorio di san Vittore che da più di un secolo aiuta a crescere migliaia di ragazzi, del centro e non. Ha vinto il ricordo di Andrea, Luca e Paolo che su quel campo hanno giocato partite infinite. Hanno vinto le loro famiglie con un fratello in campo, un papà alla friggitrice, una mamma che si strappa per giocare. Hanno vinto un “pane quotidiano” fatto di relazioni e condivisione.Perchè è questo alla base di tutto lo stare insieme superando le divisioni, le antipatie, i gesti poco corretti, le idee diverse. Per un giorno uguali in campo e davanti a una salamella.













