Lussemburgo, 2 feb. (Apcom) – I paesi da sempre “all’avanguardia
del processo di rafforzamento dell’unità europea” devono dare
prova di “un impegno e una convinzione ancora maggiori” in un
momento in cui sul futuro dell’Europa gravano “elementi di
incertezza”. Ma l’Unione europea, grazie al Trattato di Lisbona,
potrebbe finalmente fare un “salto di qualità”. E’ quanto ha
messo in luce il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
nel discorso pronunciato in occasione del pranzo di Stato nel
palazzo granducale di Lussemburgo, dove il capo dello Stato è in
visita ufficiale da oggi a mercoledì.
Per Napolitano “ci troviamo infatti di fronte alla possibilità
concreta di effettuare – superando incertezze e resistenze – un
salto di qualità con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona,
che renderà possibile un’Europa più forte e incisiva sul piano
internazionale”. Il testo, che è stato respinto il 12 giugno
scorso dall’Irlanda e che dovrà essere nuovamente sottoposto ad
un referendum, permetterà, “laddove necessario e opportuno, che
alcuni Stati procedano per primi sulla strada
dell’approfondimento dell’Unione, lasciando sempre aperta la
porta a successivi ricongiungimenti”.
Durante il brindisi della cena offerta dal Granduca Henri, il capo dello Stato ha osservato che “l’impegno a tenere vivo e ad approfondire il grande ideale dell’integrazione europea non ha mai cessato di animare i governanti di questo paese, a partire dai primi passi della costruzione comunitaria fino
ai giorni nostri. Giorni, dobbiamo riconoscerlo, caratterizzati – ha aggiunto Napolitano – da elementi di incertezza sul futuro dell’Europa che richiedono un impegno e una convinzione ancora maggiori da parte di paesi come il Lussemburgo e l’Italia, sempre all’avanguardia del processo di rafforzamento dell’unità europea, anche e specialmente sul piano politico”.
Napolitano ha quindi ribadito la sua posizione favorevole
all’Europa a due velocità, che grazie al meccanismo delle
cooperazioni rafforzate tra alcuni paesi e su determinati temi
potrà evitare che che il processo decisionale venga ogni volta
bloccato dall’opposizione o dalle reticenze di alcuni paesi.
“Credo che proprio questa dialettica tra unità e differenziazione
sia una delle chiavi dell’Europa del futuro”, ha concluso il
presidente della Repubblica.
Mar
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