Un’ultima speranza per il Piantone di via Veratti. Lo storico simbolo di Varese si trova in condizioni critiche ormai da anni. Questa non è una novità. La nuova amministrazione, appena si è insediata, si è subito messa all’opera per verificare lo stato di salute della pianta e cercare un modo per salvarla. Oggi sappiamo, da fonti del Comune, che a seguito dell’ultima tomografia sonica effettuata sull’albero, è stata confermata la presenza di una cavità, già rilevata nel 2012.
Nelle prossime settimane verrà eseguito un nuovo controllo sulla sua staticità. Un tentativo per capire se quanto potrà resistere.
«Abbiamo in previsione una superperizia – spiega il vicesindaco Daniele Zanzi – la pianta è sicuramente sofferente. Ma cercheremo di fare di tutto per evitare di perderla. Potremo dire di più dopo quest’ultimo controllo». In pratica verranno eseguiti dei controlli sulla sua staticità, per vedere quanto l’albero può resistere.
Sui problemi che hanno colpito il Piantone è già stato detto quasi tutto.
A iniziare a danneggiarlo sono stati gli interventi di urbanizzazione che hanno cambiato il volto della città, e anche quell’angolo di centro storico, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra. All’albero sarebbero state inflitte, a seguito di questi interventi, numerose ferite.
A partire dalla fine del 2011 è stata inoltre individuata la presenza del fungo. Che, secondo gli uffici del Comune, avrebbe attaccato la pianta proprio dopo le ferite inferte negli anni 80, in un periodo in cui l’attenzione alle risorse dell’ambiente erano veramente scarse. «L’individuazione specifica del fungo cariogeno è stata avvalorata a gennaio 2012 dalla mappatura genetica del Dna grazie alla collaborazione dell’Impresa sponsorizzatrice della manutenzione del monumento vegetale con il laboratorio federale di Scienza e Tecnologia dei materiali di San Gallo, in Svizzera, diretto dal professor Francis W.M.R. Schwarze» si legge in una relazione del Comune.
A partire dall’anno scorso Zanzi, che è anche un rinomato agronomo, ha dato il via ad un progetto per preservare l’eredità genetica del grande albero, prendendo una serie di germogli, per poter procedere alla sua clonazione.













