Ultim’ora/Satellite Nasa in caduta Il rischio si restringe alla notte

Ultim’ora/Satellite Nasa in caduta Il rischio si restringe alla notte

Si restringe alla prossima notte la finestra temporale entro cui è possibile che frammenti del satellite Nasa cadano in territorio italiano. Lo sostiene Luciano Anselmo, dell’Istituto di Scienze e Tecnologie dell’Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) che sta lavorando ai dati su posizione e traiettoria del vecchio satellite che sta rientrando in atmosfera.

«Abbiamo ristretto – ha sottolineato l’esperto – la probabile finestra di rientro: possiamo dire che il primo passaggio sull’Italia è oramai escluso, resta solo un potenziale passaggio compreso fra le 3,30 e le 4,15». Ma, ha aggiunto, «la probabilità che il satellite cada in Italia – ha detto Anselmo è comunque bassa, resta dello 0,9%. Molto probabilmente, per il 70%, cadrà nell’Oceano e per oltre il 99% non in Italia». La situazione si aggiorna di ora in ora, ha detto ancora l’esperto, e per fare previsioni più precise e per restringere ulteriormente la finestra di rientro dobbiamo aspettare che si avvicini il momento dell’impatto.

Il territorio potenzialmente interessato dall’evento comprende le province di Trento e Bolzano, tutte le province di Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia; Piacenza e Parma per l’Emilia Romagna.

In analogia alla decisione assunta ieri da Enav in ambito di Comitato Operativo di emettere un avviso-notam (notice to air men) agli aereo naviganti per informare sulla possibile presenza di frammenti del satellite nello spazio aereo del Nord Italia, oggi anche l’Eurocontrol, organizzazione responsabile della gestione dei flussi di traffico aereo in Europa, ha emanato una info aeronautica Aim (Aereonauticl information message), sulla base delle indicazioni provenienti dalla Nasa, che corrispondono per la parte generale a quanto già previsto in ambito italiano.

La Protezione civile ricorda infine che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi. Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, così come confermato in sede di Comitato Operativo, è possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinchè adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione qualora si trovi, nelle due finestre temporali d’interesse per l’Italia, nei territori potenzialmente esposti all’impatto: – è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti; – i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; – all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi); – è poco probabile che i frammenti siano visibili da terra prima dell’impatto; – i frammenti di satellite possono sprigionare gas tossici (idrazina). Chiunque avvistasse un frammento dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità e comunque dovrà mantenersi a un distanza di almeno 20 metri.

Nel corso dell’ultimo aggiornamento del Comitato operativo della Protezione civile il Comitato tecnico scientifico non ha comunicato novità rispetto alle previsioni delle 12.30 riguardo la sorte del vecchio satellite della Nasa in avvicinamento. La probabilità che uno o più frammenti possano cadere in territorio italiano rimane per ora all’1,5%, così come rimangono due le traiettorie che potrebbero interessare l’Italia. Le finestre temporali in cui frammenti del satellite potrebbero cadere sul territorio nazionale sono comprese tra le 21:25 e le 22:03 di oggi e tra le 3:34 e le 4:12 di sabato.
Gli esperti dei 25 Paesi del Mic-Monitoring information Centre, collegati in tele-conferenza con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno condiviso le informazioni sull’evoluzione degli scenari relativi al rientro sulla Terra del satellite Uars della Nasa e hanno informato gli altri Paesi sulle attività intraprese per informare i cittadini sulle norme di auto protezione da adottare. Non sono emerse indicazioni differenti per la popolazione rispetto a quelle diramate dal Dipartimento della Protezione Civile. Attraverso il  Cecis – Common Emergency Communication and Information System, una piattaforma informatica in grado di garantire lo scambio delle informazioni in tempo reale tra i Paesi del MIC, il Dipartimento della Protezione Civile sta mettendo a disposizione le informazioni validate e aggiornate in suo possesso.

e.marletta

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