Un caffè bollente insieme al sindaco

Malpensa Express, inceneritore Accam, Palaghiaccio: il sindaco invoca compattezza e indice un incontro mensile: «Basta guerra stupide come quello sulla pausa caffè»

– «Guardiamo avanti, per dare continuità al “modello bustocco”». In un momento per vari motivi cruciale del suo mandato amministrativo, il sindaco invita la stampa “a prendere il caffè da noi”, parafrasando quel Piero Chiara che è stato al centro del progetto sovracomunale per l’Expo, in cui anche Busto Arsizio è protagonista, che segnerà questo 2015. Un modo per inaugurare una consuetudine che si ripeterà, ma che serve, anche se non volutamente, a cercare di spegnere le polemiche sulla “guerra della pausa caffè”.

Una di quelle «guerre stupide» che Farioli prova a disinnescare, lanciando un appello, l’ennesimo a dire il vero, all’unità e alla condivisione sui temi chiave. Proprio quando su Accam, Malpensa Express, palaghiaccio di Beata Giuliana, bilancio e partecipate, si respira più spesso l’aria della polemica. «Nel 2016 non potrò ricandidarmi – ammette il sindaco – ma cerchiamo di dare dignità all’ultima parte del mandato impedendo che predominino la degenerazione politica e il prevalere di tentativi protezionistici di posizionarsi. Il mio successore? Non sono mai stato monarchico, saranno i cittadini a scegliere, ma la speranza è che il modello bustocco, che persiste alle divisioni, possa continuare ad essere il nucleo aggregativo di un qualcosa che si può chiamare centrodestra, unità dei moderati piuttosto che riferimento della maggioranza dei bustocchi. Finora siamo stati indenni da ritorsioni capricciose, concentriamoci sulla sfida del 2020 piuttosto che riproporre modelli da Prima o Seconda Repubblica».
Insomma, Farioli cerca di lasciare un’eredità. Intanto però ci sono le questioni concrete da risolvere. Lunedì ci sono il vertice Accam in Regione e il voto sul palaghiaccio in consiglio comunale. «Non temo nulla, ma confido nella consapevolezza di Busto di essere stata avamposto del futuro, come sulla lungimirante scelta sulle partecipate – spiega Farioli – su Accam chiedo a ciascun attore coerenza e responsabilità. Ai Comuni soci di non scaricare su Busto scelte che competono a tutti. A Regione e Provincia una risposta concreta agli impegni obbligatori stipulati, con l’opportunità di riattualizzare gli accordi per non condannare Accam al fallimento».

E sulla vicenda del campus sportivo di Beata Giuliana, Farioli invita a «non perdersi nel rimpallo di responsabilità sul passato, guardando avanti per rimediare ad una ferita urbanistica fatta a Beata Giuliana». Un altro tema caldo è il Malpensa Express: anche qui il sindaco invita «non fare la guerra tra i “polli” di Renzo (o di Renzi?, ndr)» e continua ad essere «certo che il 26 aprile l’orario non sarà quello che è previsto attualmente, perché ho fiducia nella ragionevolezza e nel buon senso».