Roma, 25 set. (Apcom) – Un gruppo segreto per salvare l’euro. Messo in piedi nel novembre del 2008, due mesi dopo il crollo della banca d’affari statunitense Lehman Brothers. E composto da alti funzionari – del rango immediatamente inferiore a quello dei ministri – di Francia e Germania, oltre che di Ue, Bce e dell’ufficio del presidente dell’Eurogruppo Juncker.
Lo rivela il Wall Street Journal che, in una lunga inchiesta scaturita da ‘dozzine’ di interviste con funzionari europei, racconta come il “gruppo che non esiste” – dove l’Italia, uno dei Paesi fondatori dell’Ue e terzo ‘grande’ Paese di Eurolandia evidentemente non è rappresentato – sia stato costituito e si sia incontrato da allora allo scopo di congegnare un piano per evitare l’insolvenza di un paese della moneta unica. Con frequenti riunioni anche a margine di molti consigli e vertici ai massimi livelli a Bruxelles, Lussemburgo e in altre capitali. E con i partecipanti ai “vertici ombra” che hanno tenuto all’oscuto i colleghi dei loro stessi governi per il timore che fughe di notizie avrebbero potuto alimentare speculazioni sui mercati finanziari.
Nel marzo del 2009 l’alto funzionario del Tesoro francese, Xavier Musca – racconta il quotidiano statunitense – si apprestava a dimettersi dalla presidenza del Comitato economico e finanziario (Cef), l’influente organismo di tecnocrati che gestisce la politica economica Ue. E nel lasciare le consegne al suo successore, l’austriaco Thomas Wieser, alla fine di una lunga lista disse: “Incidentalmente c’è anche un gruppo ce non esiste”.
BOL
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