Questa è una di quelle storie belle: da immaginare, da vivere e da raccontare. Perché è proprio questo il giornale che sogniamo: uno strumento a disposizione di tutti, per denunciare i problemi e dare voce a chi non ha la forza di urlare. Un luogo di incontro per chi ha bisogno di farsi sentire ma non sa con chi parlare, per chi ha di fronte una porta chiusa e non è capace di bussare.
Abbiamo tirato un sasso in uno stagno, denunciando l’odissea alla quale è costretto un disabile quando si trova a dover fare (e rinnovare) la sua patente. E abbiamo sollevato delle onde meravigliose grazie all’intelligenza e alla sensibilità di persone (dal direttore Piergiogrio Berni in giù) che hanno avuto la capacità di ascoltare e il coraggio di voler cambiare. Forse, grazie alla nostra denuncia e alla bellissima chiacchierata di ieri qualcosa cambierà (e se non cambierà, noi saremo qui a denunciarlo). E la quotidianità di tanti disabili diventerà un po’ più semplice. Se davvero andrà così (e siamo certi che andrà così), ci porteremo per sempre dentro l’orgoglio di aver fatto qualcosa di grande. Qualcosa che dà davvero un senso alla professione del giornalista: tanto inflazionata, tanto bistrattata.
Vogliamo che questa non sia l’unica battaglia combattuta. Vogliamo che voi lettori, che siete i veri proprietari di questo giornale, vi rendiate conto che tra le mani avete uno strumento meraviglioso e un’arma terribile. Da usare. Chiamateci, parlateci, bussate alla nostra porta e chiedeteci di combattere la vostra battaglia: noi lo faremo, insieme a voi.
Infine, un messaggio all’Asl varesina che ieri mattina si è impegnata a migliorare le cose. La patente (speciale) di chi scrive tra qualche mese scadrà e andrà rinnovata. Sappiate che tutto quello che succederà il giorno della visita davanti alla commissione, il giorno dopo finirà sul giornale.
Francesco Caielli
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