Un microchip anche per i gatti “Così si censiscono e si ritrovano”

Un microchip anche per i gatti “Così si censiscono e si ritrovano”

Pensare ai gatti come ai loro “cugini”, i cani. E’ questo l’intento di una iniziativa per arrivare a censire i gatti con un microchip in modo da facilitare il ricongiungimento con il padrone, in caso di furto, smarrimento o abbandono, e tutelare la salute pubblica da zoonosi come la rabbia.
La proposta è rilanciata dall’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), promotrice dell’Anagrafe nazionale felina (www.ananagrafenazionalefelina.it).

Secondo i dati dell’Anagrafe, da quando la banca dati è stata attivata (15 ottobre 2010), finora, in circa 4 mesi, sono stati censiti 8942 gatti, con una media di circa 2mila gatti al mese, ed entro il prossimo 31 dicembre si stima un trend di registrazione che va dai 70mila ai 100mila felini.

Tra le regioni più virtuose, al primo posto vi è la Lombardia, con il 22,37% del totale di registrazioni, seguita da Piemonte (20,17%), Emilia Romagna (10,16%) e Toscana (10,41%).

“Oggi l’identificazione elettronica è obbligatoria solo per il cane, mentre per il gatto che si avvia a diventare il primo animale da compagnia degli italiani non esiste analoga precauzione – dichiara Marco Melosi, Vice Presidente dell’Anmvi per il settore degli animali da compagnia e responsabile dell’Anagrafe Nazionale Felina -.L’Unione Europea la richiede per gli animali che viaggiano all’estero, ma sul territorio nazionale milioni di gatti sono ancora sprovvisti di microchip”.

u.montin

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