Potrebbe tenersi oggi a pranzo il nuovo, attesissimo, incontro “ristretto” tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi per discutere del nodo Quirinale. Il leader di Forza Italia, infatti, ieri non ha partecipato alla prima giornata di consultazioni al Nazareno e all’incontro con i vertici del Partito democratico ha inviato “soltanto” una delegazione azzurra. Dopo il probabile incontro con Renzi, alle 16, l’ex premier riunirà alla Camera i grandi elettori di Forza Italia per comunicare l’esito del faccia a faccia tra i due leader.
Intanto, dalle prime consultazioni nella sede del Pd a largo del Nazareno tra il premier e i partiti è emerso che il nome del prossimo Presidente della Repubblica sarà quello di un politico. Che abbia un profilo istituzionale, lo hanno chiesto tutte le forze di maggioranza: da Scelta civica al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano. E Renzi si è detto d’accordo ribadendo la linea delle scheda bianca alle prime tre votazioni e di un nome secco a partire dalla quarta. Un nome che però Renzi non ha ancora fatto perché ha spiegato che di nomi, per ora, «ce n’è più di uno, alcuni più divisivi ma con più prestigio internazionale, altri meno divisivi ma con meno rapporti all’estero. Molti di loro sono stati presidenti del Consiglio». Alla luce di questo ragionamento del premier, un “consultato” osserva che i nomi di Amato, Prodi, Monti e anche D’Alema sono ancora in campo. Ma il nome, dicono, uscirà domani, massimo venerdì mattina.
Le consultazioni sono iniziate alle 9.30 con Per l’Italia-Centro democratico e Scelta civica che hanno ribadito il proprio impegno «a dare al Paese, il più presto possibile, un Presidente della Repubblica autorevole, dall’alto profilo politico-istituzionale e che incarni al meglio i valori costituzionali».Alle 10.30 è stato il turno di Ap-Ncd-Udc. «Voteremo scheda bianca nei primi tre scrutini. Puntiamo alla quarta votazione e se lo risolviamo non sarà un problema ma una grande opportunità per il Paese», ha affermato Angelino Alfano al termine dell’incontro. Secondo il ministro dell’Interno e leader Ncd il prossimo Presidente della Repubblica non può essere un tecnico, né un «novellino», ma deve essere una «personalità che abbia militato nelle istituzioni, che abbia rapporti internazionali e che sia un
politico, perché non mi pare il momento storico per un avere un tecnico al Quirinale». Il leader Ncd ha sottolineato che «questa maggioranza, ampia, che sta cambiando le regole, deve stare unita sul Quirinale», in una fase di cambiamento della Costituzione quale non si era mai vista dalla fine dell’ultima guerra. Alfano ha detto che l’incontro è andato molto bene, »non abbiamo posto veti, né ricevuto diktat».Alle 12.30 il turno della Lega. Il leader Matteo Salvini, entrando nella sede del Pd per incontrare Renzi, ha affermato che «la Lega chiede di capire, per condividere dovremmo capire a chi pensa Renzi» e invece il premier «non dice niente». Per il Carroccio, spiega, «il Capo dello Stato deve essere libero e indipendente».
La mattinata è terminata alle 14.15 con Gal. Il M5s non parteciperà alle consultazioni, ma i dieci grillini, che hanno detto addio al movimento, ieri sera si sono presentati al Nazareno. «Ci siederemo al tavolo delle consultazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. Ci saremo per rappresentare le istanze di tutti quei cittadini che vogliono un netto segnale di discontinuità con il passato» ha affermato Fabrizio Bocchino, membro del coordinamento ex M5s, prima dell’incontro con Renzi. Per Bocchino, «al Colle serve un non Nazareno», serve «un presidente di tutti, e non un fan del patto del Nazareno, sostenuto da quelle forze fino a ora garanti di devastanti politiche economiche, pilotate dall’Ue che presto saranno messe in discussione». Dopo una lunga pausa, alle 19.00 al Largo del Nazareno è arrivata la rappresentanza di Forza Italia, mentre alle 20.15, la giornata si è chiusa con Sel.













