Un quadro varesino per “l’odiato” Risorgimento

Un quadro varesino per “l’odiato” Risorgimento

VARESE Un pezzo di Risorgimento varesino al Quirinale. Anche se è la culla della Lega, ed i festeggiamenti per il 150esimo dell’unità d’Italia vengono visti come il fumo negli occhi, la città giardino era presente ieri all’inaugurazione della mostra voluta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E non solo con il vicesindaco Giorgio De Wolf, ma anche con un quadro che a

Roma hanno voluto assolutamente. Si tratta di un’opera di Eleuterio Pagliano, “Il passaggio del Ticino a Sesto Calende dei Cacciatori delle Alpi il 23 maggio 1859”, un olio su tela realizzato nel 1865 dall’autore milanese e donato al Comune di Varese nel 1942. Da allora viene custodito a Villa Mirabello. Ma in occasione della mostra sarà l’unica opera varesina a presenziare a Roma.

La mostra “1861: i pittori del Risorgimento” verrà inaugurata oggi. Il quadro varesino, 230×600 cm, racconta il passaggio del Ticino a Sesto Calende, al capo meridionale del Lago Maggiore, compiuto dalle truppe dei Cacciatori delle Alpi di Garibaldi nella notte tra il 22 ed il 23 maggio 1859, che apriva di fatto le ostilità tra l’esercito piemontese e le truppe austriache. Insomma, l’inizio della seconda guerra che, a differenza della prima, avrebbe portato all’unità d’Italia.

La missione era stata preparata e diretta da Garibaldi: i pochi soldati austriaci che presidiavano la piccola borgata vennero colti di sorpresa nella notte dal secondo reggimento di Giacomo Medici, salpato più a valle e mandato in avanscoperta. Verso l’alba, poi, occupato l’approdo e in tutta tranquillità, utilizzando il ponte galleggiante e le restanti barche, venivano fatti passare

tutti gli altri volontari. Il pittore Pagliano, milanese, già volontario al seguito di Medici a Roma nel 1849, ha partecipato a questa missione con la carica di luogotenente della prima compagnia, riportando una medaglia al valore militare. Il dipinto, commissionatogli dall’avvocato Giovanni Antona Traversi per la villa di famiglia a Desio, è un monumento alla memoria di quella notte.

Marco Tavazzi

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google